Carpi scende in piazza in risposta alla repressione degli antifascisti.
Voci dalla città

Carpi scende in piazza in risposta alla repressione degli antifascisti.

La solidarietà scalda e ieri a Carpi non c’era unicamente il sole a svolgere questa funzione.

Occorreva una risposta netta al vile e gravissimo attacco repressivo orchestrato dalla questura di Modena nei confronti dell’antifascismo militante e questa è arrivata.
Un primo passo certo – viene ripetuto più d’una volta in corteo – ma un passo importante e per niente scontato. Nulla lo è più di questi tempi.

Carpi dunque è scesa in piazza per stringersi attorno a chi, lo scorso 4 agosto, si oppose alla presenza di Forza Nuova venuta a intimidire un luogo della città che avrebbe ospitato dei migranti. Cariche della polizia, minacce e aggressioni neofasciste – ferirono pure un poliziotto che era lì a loro completa disposizione (video) –  ecco cosa subì quella sera chi, con coraggio, si oppose a quella sgradevole presenza.

A poco meno di un anno da quei fatti, arriva la questura di Modena a ribadire ancora una volta da che parte stiano le istituzioni di questo paese: 26 decreti penali di condanna, un processo portato avanti a porte chiuse e senza alcun dibattimento, nomi e indirizzi di casa in bella mostra a disposizione dei fascisti tramite documenti ufficiali. Le accuse? La semplice presenza sul posto, come se essere parte attiva della vita politica in città fosse diventato un reato. “Antifascisti“, chiamati proprio così nel verbale della polizia come se questa fosse già di per sé una condanna in un Repubblica che si autodefinisce “nata dalla Resistenza“. Non è mai stato così in realtà e lo è ancora meno di questi tempi.

Nulla è più scontato e non era affatto automatico che una nutrita partecipazione si stringesse attorno  ai compagni e alle compagne colpiti dalla repressione. Il corteo antifascista che parte da Piazzale Ramazzini forma un piccolo serpentone significativo che attraversa le vie del centro di Carpi e che si fa sia vedere che sentire. Lavoratori del S.i.Cobas che sfilano accanto ai canti delle mondine e della tradizione partigiana, italiani e stranieri, così come lo sono gli sfruttati che tirano avanti la carretta di questa Italia alla deriva. Più volte lungo il percorso gli interventi al megafono esprimono solidarietà ai migranti, denunciando, al contempo, razzismo e xenofobia dilaganti e diventate, negli ultimi anni, espressioni stesse di governo. Un corteo, in sostanza, che mette in guardia dal fascismo; che non è solo storia o appannaggio di semplici gruppetti coccolati dalle questure ma un qualcosa di molto più pervasivo e diffuso. Un fascismo gonfiato dal binomio tra odio e indifferenza che tanto caratterizza questi tempi.

Il momento politicamente più significativo è indubbiamente l’arrivo del corte in piazza Martiri tra gli aperitivi e gli occhi stupiti dei passanti. È qua che cominciano gli interventi proprio sotto al Municipio ed è come se uno squarcio di realtà interrompesse ad un tratto il lento e anestetizzato fluire delle cose. Mentre si denuncia e si racconta la repressione subita in città dagli antifascisti si ricorda Giulio Regeni, le morti sul lavoro, lo sfruttamento nelle cooperative e la repressione istituzionale che accompagna le lotte per la legalità che caratterizzano i principali settori produttivi del territorio, le mafie, o ancora, il fascismo come tecnologia di governo utilizzata per dividere e segmentare il corpo sociale degli sfruttati, le spese militari in perenne crescita a fronte del costante disinvestimento nel comparto del sociale, la militarizzazione del territorio ed infine le retoriche securitarie e sessiste.

In più momenti si è ribadita la solidarietà a Moustafah, Giorgio, Lorenzo e Nicolò ancora oggi in custodia cautelare dopo le diverse mobilitazioni dello scorso febbraio ricordando che “non esistono denunciati buoni e denunciati cattivi” tracciando una totale distanza dalle retoriche di “antifawashing” tentate negli scorsi mesi da diverse organizzazioni PD in primis.

Un breve video dell’intervento del sindacato S.I.Cobas.

Intervento del SiCobas durante la manifestazione antifascista a Carpi in risposta all' attaccho repressivo subito in seguito all'opposizione degli antifascisti alla presenza di Forza Nuova a Carpi lo scorso 4 Agosto.Qui il link del nostro articolo sulla giornata di ieri.https://modenasenzaquartiere.wordpress.com/2018/06/24/carpi-scende-in-piazza-in-risposta-alla-repressione-degli-antifascisti/#Carpi #antifascismo #repressione

Pubblicato da Senza Quartiere su Domenica 24 giugno 2018

Parole antifasciste che si riprendono le strade e le piazze di Carpi dopo che troppo spesso, in campagna elettorale, quelle stesse erano state concesse tranquillamente a formazioni di chiara ispirazione xenofoba e fascista.

La solidarietà scalda e la manifestazione riesce perfettamente ma – come ricordano i ragazzi di Carpi antifascista – questo non è che un primo passo e già domenica 1 luglio si proseguirà con un pranzo benefit al Kalinka per sostenere le spese processuali dei 26 condannati.

24 Giugno 2018

About Author

admin


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *