Procura scatenata a Modena. Raffica di denunce contro i movimenti sociali!
Voci dalla città

Procura scatenata a Modena. Raffica di denunce contro i movimenti sociali!

Pare che, in quel di Modena, anche manifestare per la Festa della Liberazione possa risultare ‘sconveniente’ agli occhi dei tutori della “legge” che perversano in città.

Sembra infatti che, in queste ore, ci sia parecchio movimento nei locali della Questura. Peccato solo che tutta questa operosità non riguardi affatto fenomeni quali le infiltrazioni mafiose nel tessuto produttivo o le cooperative irregolari (che in Emilia Romagna risultano essere il 75% e non lo affermiamo di certo noi ma l’Inps!) tanto per fare due esempi “a caso”. No, tutto il lavorio di questi giorni interessava esclusivamente i movimenti sociali.

Sei per caso sceso in piazza il 25 aprile di quest’anno? Ecco che prontamente ti viene notificato – alle volte anche in modo platealmente provocatorio – la violazione di un Regio Decreto del 18 giugno 1931 (quando la dittatura fascista era già stata dichiarata da più di un lustro) meglio noto come T.U.L.P.S. e chissà se anche i fautori della cosiddetta “legalità”, tanto decantata dalla politica ufficiale, in questo caso, non riescano a coglierne il carattere profondamente beffardo.

La raffica di denunce però non si ferma indubbiamente alle celebrazioni del 25 aprile e nel mirino della frenesia “legalitaria” della Procura di Modena finisce anche il corteo del 3 dicembre scorso, quello in cui fu occupato il Cinema Cavour. “Fatto aggravato perché commesso da più di dieci persone (circa cento persone)” – si può leggere negli atti notificati in questi giorni dalla Questura di Modena ed è interessante notare come la partecipazione risulti un’aggravante agli occhi della sedicente “legalità”.

D’altro canto l’avevano “promesso” così come avevano promesso indagini sulla manifestazione antifascista del 15 dicembre (perché a Modena il problema sembrano essere diventati gli antifascisti e non certo i fascisti che in città hanno pieno appoggio e agibilità da parte dei tutori della “legge”) ma la tempistica di questa pioggia di denunce non appare affatto casuale.

In un momento nel quale le espressioni di dissenso si cominciano a levare tanto dal tessuto produttivo e dalle sue meccaniche di sfruttamento e precarietà, quanto dagli abitanti stessi, stufi e indignati da un certo “modo” di amministrare la città, queste cartoline giudiziarie di metà luglio hanno tutto l’aspetto delle previsioni del tempo prossimo venturo.

Seguiranno aggiornamenti.

19 Luglio 2018

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