Il SiCobas risponde alla Cgil, lancia una manifestazione per la libertà sindacale e traccia un bollettino delle ultime lotte a Modena.
Voci dalla città

Il SiCobas risponde alla Cgil, lancia una manifestazione per la libertà sindacale e traccia un bollettino delle ultime lotte a Modena.

L’attività del Sindacato Intercategoriale Cobas Lavoratori Autorganizzati, in quel di Modena, sembra non rallentare di un passo. Tra una risposta ad un recente attacco  della Cgil (nella foto) e una campagna per la libertà sindacale a Camposanto i S.I.Cobas tracciano un bollettino delle ultime lotte a Modena.

sicobasPartendo proprio da quest’ultimo  punto possiamo definire una fitta mappa di scioperi che, negli ultimi due mesi tra  Modena e provincia, rendono bene l’idea di quale siano le condizioni lavorative nel nostro tessuto produttivo dove – scrive il S.I.Cobas – sotto lo smalto della città vetrina si nasconde una palpabile e diffusa voglia di riscatto, che si manifesta appena si inizia a delineare una possibile organizzazione della lotta.

“Possiamo cominciare dallo sciopero provinciale del 28 maggio in occasione dell’udienza per Aldo Milani, seguito dal 9° picchetto davanti alle Ceramiche Opera (dove siamo stati anche minacciati con una pistola), per poi continuare con lo sciopero e blocco totale di due giorni ad Emilceramica (Gruppo Marazzi), per il rispetto dei diritti minimi, come malattia e infortunio. E ancora scioperi alla Pamm di Castellarano ed alle industrie metalmeccaniche GM di Camposanto. Scioperi con blocco anche a Castelnuovo, nel settore carni: a Gigi il Salumificio, nel grande stabilimento Suincom e – a più riprese – presso il Salumificio Bellentani. Sempre nel settore carni torna in attività il Cobas di Alcar Uno, mentre altri sono in formazione (S. Francesco, Inalca, Aia). Nel settore logistico raffiche di scioperi a TNT ed SDA nel corso dei cambi di appalto, e per ultimo al nuovo polo GLS. Trattative sono in corso ai magazzini Transmec e BRT per la piena applicazione dei contratti nazionali. Da sottolineare i cinque giorni di sciopero dei lavoratori della miliardaria multiutility HERA, che hanno invaso con le loro rivendicazioni non solo il luogo di lavoro, ma anche la direzione dell’azienda e infine l’ufficio del sindaco!”

Tutte vertenze che hanno portato risultati tangibili secondo il sindacato che tra aumenti salariali, TFR rubati poi recuperati, ticket mensa e stipendi pregressi saldati non nasconde la soddisfazione di vedere il denaro dei lavoratori tornare nelle loro tasche e non in quelle dei padroni. “D’altra parte – scrivono sempre nella nota i SiCobas – la repressione dello Stato non si è fatta attendere: sono infatti oltre 70 le denunce inviate ad altrettanti operai e sindacalisti nel solo mese di giugno, in alcuni casi notificate di notte o con altri metodi intimidatori.”

E che la situazione in alcuni casi sia difficile lo testimoniano episodi come quello del grande stabilimento AIA di Magreta dove sono stati addirittura chiamati i carabinieri in risposta ad una semplice richiesta degli operai di poter fare un’ora di assemblea. E sono proprio il mancato riconoscimento delle rappresentanze sindacali elette dai lavoratori, oltre alle assemblee negate e al rifiuto di versare le trattenute al sindacato, le motivazioni al centro della campagna a difesa della libertà sindacale, che vedrà impegnati i S.I.Cobas questo sabato (28 luglio) in una manifestazione a Camposanto (MO).

Camposanto

 

26 Luglio 2018

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