“VIA IL VERDE DALLA CITTÀ, FACCIAMO TORNARE IL CEMENTO” – Mobastacemento – Comitato Salvaguardia Modena
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“VIA IL VERDE DALLA CITTÀ, FACCIAMO TORNARE IL CEMENTO” – Mobastacemento – Comitato Salvaguardia Modena

Condividiamo di seguito il comunicato del Comitato Mobastacemento sulle ultime dichiarazioni del consigliere Lenzini:

“È lunedì e per tutti, chi più chi meno, sono finite le vacanze. Infatti ecco due notizie avvilenti che segnano il ritorno alla dura realtà dopo un agosto di relativa calma, in cui le antenne del comitato sono comunque rimaste sempre attive.

La prima riguarda il consigliere Diego Lenzini che si espone in prima linea per una delle proposte più irricevibili del PD modenese, e la seconda è la possibile ricandidatura di un cattivo sindaco, ma soprattutto di una persona che fa dell’arroganza politica il suo unico punto di forza mettendo da parte gli interessi e le richieste dei suoi cittadini, Giancarlo Muzzarelli, che nei giorni scorsi non si è trattenuto dall’attaccare nella sfera personale (vedi S.Filippo Neri) chi non si è piegato a logiche perverse e consolidate di un partito politico nella sua fase di tracollo.

Il nostro comitato non ha mai inteso fare la guerra ad un partito, ma vogliamo sensibilizzare i cittadini in modo che chiunque abbia o avrà il compito di amministrare questa città sia costretto a farsi carico di una serie di questioni al momento mal gestite.

Ci tocca intanto fare i conti con la realtà attuale della città, ai cui amministratori chiediamo in continuazione che si cambi rotta, perché non è pensabile proseguire con la difesa corporativa di scelte prese per tutelare interessi particolari, a costo di utilizzare argomentazioni che insultano il buon senso e l’intelligenza degli elettori.

Tornando nel merito del dibattito odierno, leggiamo con sgomento che il Consigliere Lenzini ritiene sensato proporre l’uso di autobloccanti nei parcheggi pubblici come una misura per “aumentare il verde in città”, a fronte delle autorizzazioni che porteranno a breve alla cementificazione di vaste e importantissime (ecologicamente parlando) aree della città come Vaciglio, via Fratelli Rosselli o i Torrazzi.
Si tratta evidentemente di una totale scissione della logica, della consapevolezza e persino della coscienza che, forse sotto l’effetto del caldo estivo, può portare ad affermare cose così sorprendenti da parte di chi, evidentemente, non sa che cosa fanno la mano destra e la mano sinistra.

A maggior ragione perché questa proposta non pare tenere in nessun conto le situazioni critiche che già da molto tempo attendono un intervento:

non si chiede, ad esempio, a CMB di ripristinare la rotatoria fantasma a verde;
non si chiede, sempre a CMB e soci, di abbattere il Rotore (nel pieno centro dell’intervento Bando Periferie) e destinare a verde una immensa area ora spontaneamente diventata “bosco urbano”;
non si chiede alla proprietà della ex Pro Latte di bonificare un’area divenuta da anni discarica a cielo aperto;
non si trovano strade per completare la palazzina lasciata costruire (e già in parte venduta a singoli acquirenti) su un pezzo di Parco di via Divisione Acqui ed ora probabilmente destinata a divenire un rudere perché si profila all’orizzonte l’ennesimo fallimento, uno dei tanti, con responsabilità ancora tutte da accertare;
non si chiede alla Società della famiglia Ferrari di abbattere il garage abusivo di Viale Trento Trieste per ripristinare la legalità in campo urbanistico;
non si decide di chiudere l’ignobile follia dei chioschi nel Parco, riportando a verde le numerose e molto ampie piattaforme in cemento armato costruite come base di vere e proprie case e lasciando solo piccole aree per veri chioschi;
non si realizzano i nuovi parcheggi della zona porta nord con metodi innovativi, nonostante ci siano soldi e piena libertà di azione.

La proposta di chiedere la “desigillazione” di aree pubbliche per “recuperare del verde” mentre si continua a permettere ai privati ampi margini di guadagno cementando il nostro futuro, ha l’evidente scopo di mettere in difficoltà chi, come noi, vorrebbe vivere in condizioni più sane nel presente e nel futuro.

È infatti il modo apparente e falso per mostrare disponibilità, buone intenzioni, la famosa “porta aperta al dialogo”, mentre i fatti dicono che questi interventi (ben poco utili rispetto ad altri) saranno a carico di tutti i cittadini e le famose perequazioni delle imprese sono davvero poca cosa, a fronte dei loro vantaggi (vedi il caso clamoroso dell’ex AMCM).

Ma ormai il gioco è molto scoperto e non c’è chi non veda, se ragiona secondo logica e coscienza, che queste sono inutili operazioni di facciata, da mettere assieme allo spauracchio delle penali da pagare per bloccare progetti inutili e dannosi, ben più costosi per la comunità tutta.

Il Comitato
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20 Agosto 2018

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