Settembre a Modena? C’è la Festa a Vaciglio!
Voci dalla città

Settembre a Modena? C’è la Festa a Vaciglio!

Festa doveva essere e festa è stata.

Più di duecento persone si sono ritrovate all’ex capolinea della linea 4 per ribadire, ancora una volta, un secco No alla realizzazione di 550 appartamenti sul campo di Vaciglio.

Le ragioni? Le ragioni sono quelle espresse con cadenza quasi quotidiana, da più di un anno ormai, dal comitato mobastacemento, con manifestazioni, incontri, serate, passeggiate, biciclettate, sul web, dal “vivo”, con campagne informative e assemblee, rispondendo infine colpo su colpo alle argomentazioni dell’amministrazione comunale.

40402593_304702350262861_8686915941386158080_nÈ proprio lì, di fronte al campo destinato a sparire per lasciar spazio a nuovo cemento e nuove costruzioni che va in scena la festa auto-organizzata dai residenti del quartiere. Si canta, si mangia, si chiacchiera, si beve, ci si mette in posa per la foto di rito da piazzare sul giornale mentre parte il coro: giù le mani da Vaciglio, giù le mani da Vaciglio, giù le mani da Vaciglio

Sul prato giocano i bambini, accanto, sul ciglio della strada di una rotonda anonima come tante altre in città, riecheggia un senso perduto di comunità. Persone che hanno a cuore il loro habitat, il loro ambiente e se ne “occupano”, se ne prendono cura.

vace

I partiti non ci sono, ci sono “esponenti”, a titolo personale e rimangono sullo sfondo quando non si immergono direttamente tra i presenti. È in situazioni come queste che anche le parole riacquistano un proprio senso, si risemantizzano indossando abiti civili e svestendo quelli del controllo militare. Così la parola “degrado” si trasforma e questa volta va ad indicare la scelleratezza di voler cementificare un campo sul quale ora corrono dei bambini piuttosto che identificare il povero che dorme su una panchina del parco. Anche un’altra parola, inafferrabile, aleggia tra gli astanti e le luci della città in lontananza, una parola quasi impronunciabile: comunità.

Giù le mani da Vaciglio, giù le mani da Vaciglio, giù le mani da Vaciglio…

La prossima settimana, il 21 settembre, cadrà il primo anniversario della grande biciclettata che portò il comitato ad irrompere nella stanca e stanzia bottega del dibattito politico modenese. Cosa si farà in quella data o nei giorni immediatamente successivi, se una nuova biciclettata, una festa o una grigliata lo deciderà un qualcosa di particolarmente “sovversivo“: un assemblea di cittadini e residenti.

VaciglioFest

 

Alleghiamo l’ultimo comunicato del comitato mobastacemento in risposta ai genuflessi sindacati confederali:

A Modena abbiamo un problema di percezione.

È di ieri la notizia del via libera dei sindacati Cgil, Cisl, Uil alla costruzione dell’ormai famoso comparto Morane-Vaciglio.

Le motivazioni sono semplici e dirette, senza troppi giri di parole: procedere nella logica della concertazione e delle rigenerazione senza dimenticare però l’esigenza di attirare nuove attività produttive.

Sul concetto di rigenerazione abbiamo più volte speso parole e abbiamo già definito questo progetto ‘consumo di suolo’. Consumare è l’esatto contrario di Rigenerare.

Ciò che ci interessa sottolineare è, in questo caso, il secondo pezzo del ragionamento portato dai sindacati confederali: l’esigenza di attrarre nuove attività produttive. Per un sindacato che si rispetti e che ha, come insita natura, la difesa dei lavoratori, non sono parole di poco conto.

Nell’ultimo anno abbiamo notato come le nuove attività produttive siano state in grado di migliorare le condizioni dei lavoratori e l’economia cittadina.

Pensiamo ad esempio alla costruzione del polo logistico GLS, promesso da Muzzarelli nell’incontro invernale scorso nel quartiere Sacca, portatore di una qualità lavorativa così alta che dopo solo un mese hanno iniziato a verificarsi i primi scioperi interni.

Facciamo un salto in avanti nel tempo di qualche mese e spostiamoci un poco dal centro cittadino. Siamo a Spilamberto la città del Nocino e dell’Aceto Balsamico e che entro brevissimo tempo diventerà anche la città di Amazon. Anche qui i sindacati confederali hanno dato il loro appoggio alla volontà di espansione di un’azienda capitanata dal più facoltoso milardario al mondo. La promessa era la stessa ‘vigilanza e controllo sui luoghi di lavoro’. Come se i moniti arrivati negli ultimi anni rispetto alle ignobili condizioni a cui i lavoratori e le lavoratrici sono sottoposti, turni di lavoro e ritmi massacranti, fossero solo voci di corridoio.

A Modena esiste un problema di percezione, come riporta il titolo. La percezione è quella per cui si vuole dare sempre di più risorse in mano ai privati e che oramai quei ‘contenitori’, che hanno nella loro storia la difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, siano sempre più piegati alle volontà della politica.

Parliamo di percezione ovviamente e ci auguriamo di essere nel torto. Per quanto ci riguarda il progetto Morane-Vaciglio è un errore, lo diciamo da tanto e lo continueremo ad affermare con sempre più volontà e tenacia.

Far lavorare le aziende promettendo nuovi posti di lavoro potrebbe essere anche un concetto interessante. Se, però, dietro a tutto questo si cela la devastazione del Nostro territorio e una qualità del lavoro degna della Manchester del ‘800: noi non possiamo che essere, e speriamo che almeno questo ci venga concesso, estremamente dubbiosi.

Non siamo fanatici della decrescita felice, come più volte ci hanno definiti, anzi auspichiamo una crescita che sia davvero sostenibile da ogni punto di vista: ambientale, economica, sociale; tutti concetti estremamente collegati e dipendenti tra loro.
Ma se questi concetti vengono utilizzati solo come specchietti per le allodole per racimolare qualche voto in più alle prossime elezioni allora non ci stiamo e lo ribadiremo con forza in ogni occasione.

Il comitato
#mobastacemento

14 Settembre 2018

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