Sciopero generale del 26 ottobre a Castelnuovo Rangone. “Questa è una lotta di operai.”
Voci dalla città

Sciopero generale del 26 ottobre a Castelnuovo Rangone. “Questa è una lotta di operai.”

In centinaia hanno manifestato venerdì 26 ottobre per le strade di Castelnuovo Rangone contro il razzismo, lo sfruttamento e le infiltrazioni malavitose del distretto carni modenese.

43666938_1186095478208184_8780074323202277376_nPunto di ritrovo, il piazzale di fronte ad AlcarUno, stabilimento “simbolo”, negli ultimi anni, delle lotte operaie in questo settore. Almeno di quelle portate avanti dal SiCobas. Il corteo parte da qua per poi sfilare in città, nella “ridente cittadina famosa per i prosciutti e per il suo efficiente sistema malavitoso di caporalato“, prima però si passa davanti alle varie fabbriche che in questi anni sono state al centro di numerose lotte dei lavoratori, spesso condotte con difficoltà e nel quasi totale silenzio dei media del territorio. AlcarUno, Rossi Carni, Suincom, Gigi il salumificio, Castelfrigo, Salumificio San Francesco, si denunciano, ancora una volta, condizioni di lavoro e sfruttamento estenuanti, al limite del consumo fisico, nonché di quel vero e proprio fenomeno di caporalato ora “certificato” anche da una recente “inchiesta” della Procura di Modena e dall’azione della Guardia di Finanza. Dal corteo le richieste sono chiare e semplici: l’impegno a regolarizzare le situazione lavorativa all’interno di tutte le aziende del distretto e non solo di alcune di volta in volta.

Ma la manifestazione allarga anche lo sguardo, perché lo sciopero generale di venerdì è uno sciopero politico e non strettamente vertenziale, si sciopera e si manifesta infatti contro il governo e contro le politiche razziste e di segregazione portate avanti da quest’ultimo. Politiche tutte tese a togliere diritti e a produrre una fetta di cittadinanza sempre più ricattabile e una manodopera sempre più pronta ad essere sfruttata.

Sul furgoncino che apre la manifestazione, infine, anche una scritta Mai più lager segno evidente della contrarietà operaia all’imminente apertura del Cpr a Modena.

Pubblichiamo due interventi dalla piazza di Castelnuovo (MO) del 26 Ottobre, dove oltre 200 persone si sono mobilitate con il sindacato di base S.i. Cobas Modena contro il razzismo e sfruttamento che subiscono sulla propria pelle ogni giorno, nelle strade e sul posto di lavoro. #sicobas #modena #sciopero #mobilitazione

Pubblicato da Senza Quartiere su Domenica 28 ottobre 2018

Riportiamo qua di seguito il comunicato di lancio della manifestazione:

Il 26 ottobre manderemo un messaggio forte e chiaro a chi pensa di disciplinare la società con il razzismo di stato, la politica dei muri, delle espulsioni e del manganello.
Dai magazzini, dai macelli e dalle fabbriche della nostra città un fiume di lavoratori e lavoratrici si unirà alla grande ondata dello Sciopero Generale, per poi convergere tutte e tutti a Roma il giorno seguente, sabato 27 ottobre, per la manifestazione nazionale contro sfruttamento, razzismo e repressione.

Abbiamo scelto di fare un corteo a Castelnuovo Rangone, la ridente cittadina famosa per i prosciutti e per il suo efficiente sistema malavitoso di caporalato. Per vent’anni padroni, cooperative e sindacati di comodo si sono ingrassati sulla pelle dei lavoratori del distretto carni, senza che nessuno, a parte il S.I. Cobas, intervenisse per ribaltare i rapporti di forza. Oggi la situazione è ben diversa: gli operai organizzati nel S.I. Cobas stanno cacciando una ad una le cooperative malavitose, obbligano i padroni a rispettare i contratti e a restituire quello che hanno rubato per anni dalle tasche dei lavoratori con la complicità delle istituzioni.

E’ di ieri la notizia di un’operazione della procura di Modena nel distretto carni (naturalmente con la premura di non rivelare i nomi delle aziende coinvolte): dopo gli insabbiamenti di inchieste e le centinaia di denunce contro gli operai, adesso la procura di Modena prova tardivamente a dare un’immagine di impegno sul fronte del lavoro. Ma sappiamo bene che non sono i magistrati a cambiare il corso della storia. La storia si fa con la lotta!

28 Ottobre 2018

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