Modna Par Tot! In piazza contro il decreto Pillon.
Voci dalla città

Modna Par Tot! In piazza contro il decreto Pillon.

Ieri,10 novembre, è stata la giornata nazionale di mobilitazione territoriale contro il ddl Pillon. Decine di città sono scese in piazza (Roma, Milano, Bologna, Torino, Bari, Firenze, Napoli, poi ancora Ferrara, Forlì, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini Lucca, tanto per rimanere giusto in regione) per esprimere la propria contrarietà a questo disegno di legge, prima tappa di quello “stato di agitazione permanente” indetto dal movimento “Non Una Di Meno” per contrastarlo.

Il testo dell’appello era molto chiaro e giudicava il Disegno di legge Pillon (criticato anche dall’ONU) come una proposta intrisa di violenza atta a imporre un modello di famiglia autoritario e patriarcale attraverso l’intervento dello Stato. Un ddl  irricevibile che attacca direttamente l’autodeterminazione delle donne e impone un rigido disciplinamento di ruoli e gerarchie di genere.

IMG_20181110_162648Anche Modena ha fatto la sua parte con una mobilitazione organizzata dalla rete “Modna Par Tot!” che ha visto impegnato il centro della città dalle per circa quattro ore. In prima battuta, un corteo partito da piazza Torre intorno alle 15 che ha percorso la via Emilia fino fino al teatro Storchi per poi girarsi e ripercorrere la stessa strada a ritroso. Un corteo un po’ sottotono visto le tante sigle promotrici (istituzionali e non) dell’iniziativa ma che comunque ha fatto sentire la propria voce, ingrossandosi pian piano lungo la via del ritorno. La prima tappa è stata in largo porta Bologna dove un accorato intervento del “Libera” (centro sociale che aveva ospitato le assemblee preparatorie della manifestazione) ha ricordato, proprio in quel luogo, i fatti del 15 dicembre scorso, quando una manifestazione antifascista venne caricata brutalmente dalla celere a difesa di una manifestazione fascista. Non solo, l’intervento ha ricordato come gli strascichi di quei fatti non siano affatto conclusi perché la scure repressiva della questura cittadina ha portato recentemente ad una raffica di denunce estremamente gravi e preoccupanti nei confronti degli antifascisti, con capi d’imputazione come “istigazione a delinquere” e “radunata sediziosa”. Un tema non proprio secondario dato che il corteo sfilava non solo contro il ddl Pillon ma anche  contro omotransfobia, violenza sulle donne, razzismo e fascismo.

Alcune immagini dalla piazza Modenese nella giornata contro il ddl Pillon lanciata in tutto il paese da Non una di meno…

Pubblicato da Senza Quartiere su Domenica 11 novembre 2018

Fatto ritorno in piazza Torre e aumentato sensibilmente anche il numero dei partecipanti, la mobilitazione ha cambiato forma. Un presidio in semicerchio con interventi al microfono e brevi performance teatrali esplicative del disegno di legge. La parola subito è stata data a due avvocati per poi proseguire con le performance e gli interventi. In pratica due attori fingevano di essere una coppia con figli e simulavano gli effetti del DLL in cado di separazione, dunque un figlio obbligato a passare uguale tempo sia con la madre che col padre, i costi dell’educazione suddivisi proporzionalmente e con l’assegno di sostentamento non più cifra automatica, in pratica una riforma a tutela del solo genitore economicamente più forte.

IMG_20181110_165944 (1)Intorno alle cinque piazza Torre era quasi completamente piena (150-200 persone circa) e allora si sono cominciate a vedere anche le prime facce “istituzionali”. Il sindaco, l’assessore Vandelli, qualche presidente di quartiere e noti sindacalisti.

Il presidio divulgativo è quindi proseguito, unico intoppo il buio, visto che la piazza sembrava l’unica del centro ad essere privata dell’illuminazione pubblica. Fatta presente la cosa al microfono anche i lampioni hanno cominciato a funzionare e l’opposizione modenese al ddl Pillon, fatta la propria parte, ha terminato la manifestazione intorno alle 18.30.

Basterà?

11 Novembre 2018

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