Modena – presidio contro il CPR ed enti aguzzini.
Voci dalla città

Modena – presidio contro il CPR ed enti aguzzini.

Un lungo striscione contro le banche e la cooperativa Caleidos esposto nel salotto buono della città, proprio a fianco delle finestre del Comune che danno sulla via Emilia, volantinaggi e interventi al megafono in piazza Mazzini. Una trentina i partecipanti al presidio giunti anche da fuori città.

Dal testo di lancio del presidio – firmato “Nemici e nemiche delle frontiere” – la premessa era quella di rompere il silenzio e prendere parola riguardo alla prossima apertura del CPR a Modena, e così è stato.

Nell’ estate 2013 le continue rivolte dei migranti reclusi resero inagibile il CIE di Modena che da allora è rimasto chiuso.
Sulle orme del decreto del ministro Minniti, l’attuale governo lega/5 stelle vuole riaprirlo con il nome di CPR, centro di permanenza per i rimpatri.
Ciò vuol dire che decine di donne e uomini verranno rinchiusi per il solo crimine di non avere i documenti.
Pezzi di carta concessi da uno Stato che esporta guerre e sfruttamento nei paesi da cui provengono queste persone e si arroga il diritto di scegliere chi può farsi una vita altrove e chi no.
Come se questo non bastasse quattro banche speculeranno sulla loro detenzione. L’edificio dell’ex CIE di Modena è infatti di proprietà della finanziaria Alba Leasing, che fra i suoi soci annovera le banche BPER, BPM, Credito Valtellinese e Banca di Sondrio.
I probabili futuri reclusi nel CPR saranno coloro che oggi vengono buttati in mezzo alla strada dal sistema della seconda accoglienza, su cui la cooperativa Caleidos lucra a Modena. Caleidos da anni promuove il lavoro a costo zero per i rifugiati da lei gestiti, ricatta attraverso i suoi progetti di inserimento sociale chi non è disposto ad accettare la condizione di sfruttamento, cerca di imbrogliare sugli stessi diritti che i profughi avrebbero secondo il progetto di accoglienza (pocket money e food money) e tenta di spezzare la solidarietà tra migranti sfrattando chi nelle fredde notti d’autunno ospita compagni di sventure che altrimenti dormirebbero per le strade.

Dagli interventi vengono attaccati direttamente gli “enti aguzzini”: Caleidos che sbatte in mezzo alla strada chi osa ospitare i propri compagni o lucrando sul pocket money, accreditandosi così come ingranaggio diligente e responsabile nella macchina del razzismo istituzionale contemporaneo, ma anche gli istituti finanziari   banche BPER, BPM, Credito Valtellinese e Banca di Sondrio complici del CPR.

 

Una struttura, quella che dovrà riaprire nella nostra città che, ricordiamo, rappresenta un vero e proprio buco nero dello stato di diritto. Un centro di detenzione nel quale si potrà essere rinchiusi senza aver commesso reati, senza alcun processo e senza vedere nemmeno un giudice. Una struttura carceraria deputata alla detenzione amministrativa nella quale non si avrà nemmeno il diritto di essere definiti “detenuti” ma, con massima ipocrisia, “ospiti” o “trattenuti”.

Un lager vero e proprio nel quale si potrà anche morire nel massimo silenzio così come testimoniato drammaticamente giusto ieri dalle recluse del CPR di Ponte Galeria a Roma.

25 Novembre 2018

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