Ronde militari ai Giardini Ducali. La segnalazione di una lettrice.
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Ronde militari ai Giardini Ducali. La segnalazione di una lettrice.

La chiamano “Operazione Strade sicure” e in Italia è attiva già da un decennio. Fu voluta dall’ex Ministro della difesa Ignazio La Russa, nel 2008, durante il governo Berlusconi, e da allora è stata prorogata diverse volte. Si tratta, in sostanza, dell’impiego di personale militare per il pattugliamento o il presidio di strade e obiettivi sensibili (ora anche i parchi a quanto pare); ai soldati impiegati in questa missione viene attribuita la qualifica di “agente di pubblica sicurezza” dunque la possibilità di identificare e perquisire persone o mezzi di trasporto.

A Modena, fino a poco tempo fa, questa presenza era limitata ad un presidio fisso davanti ala sinagoga, in piazza Mazzini e uno davanti al tribunale (obiettivi sensibili). Successivamente una jeep la si poteva notare anche in Piazza Grande ma è solo recentemente che la presenza di militari per le strade della città si è fatta via via sempre più intensa. Militari muniti di fucili d’assalto si sono cominciati a vedere davanti alla stazione, in seguito a comparire nei quartieri più “caldi” della città, tipo la zona di viale Gramsci e del parco XXII aprile nel quale ad oggi sembra esserci un altro presidio fisso con la solita jeep parcheggiata sopra a un campo da basket.

Una presenza, quella dei militari di pattuglia per le strade della città, che non ha mai generato più di tanti interrogativi a dispetto di una militarizzazione dello spazio pubblico di giorno in giorno sempre più marcata.

Oggi abbiamo ricevuto una segnalazione di una lettrice, di ciò che le è accaduto ai giardini ducali. La pubblichiamo qua di seguito.

Buongiorno, sono una vostra lettrice, voglio segnalare l’episodio successo oggi a me e ad una mia amica mentre eravamo al parco dei Giardini Ducali a Modena.
Premesso che eravamo andate al parco per una passeggiata al sole, ci siamo ritrovate coinvolte in una situazione a nostro parere al limite dell’abuso di potere.
Frequento spesso questo parco durante tutto l’anno ma solo negli ultimi giorni ho notato un’intensa attività delle forze dell’ordine e dell’esercito.
Oggi eravamo all’entrata del parco di corso Vittorio Emanuele quando abbiamo notato una jeep dell’esercito ferma con tre militari che controllavano altrettanti ragazzi.
Mentre passavamo di fianco per andare a vedere  il ginkgo biloba, pochi metri dietro di loro, non abbiamo potuto non notare e osservare la situazione che accadeva proprio sotto i nostri occhi. Il comportamento dei tre militari verso i tre ragazzi ci è parso molto irruento e violento al tempo stesso. Nel tragitto gli siamo passate a proprio di fianco tutti e si sono accorti della nostra presenza.

47572168_334783027335639_6981661925981552640_nI tre militari chiedevano ai ragazzi i documenti con toni aggressivi e gli intimavano di togliersi i giubbotti, al contrario i tre ragazzi ci erano sembrati molto tranquilli ma noi eravamo comunque perplesse e preoccupate, quindi abbiamo continuato ad osservare il blocco in corso.
Ad un certo punto però uno dei tre militari ha dato uno schiaffo ad un ragazzo allora abbiamo tirato fuori il cellulare ed fotografato la scena, dopo qualche minuto sentiamo e vediamo un membro dell’esercito sbattere le mani sul cofano della jeep.

A questo punto mentre eravamo sedute alla panchina arriva uno di loro e ci chiede i documenti mentre a me intima di dargli anche di dargli il cellulare perché era sicuro che avessi fatto dei video dell’accaduto. A quel punto gli rispondo che non ho i documenti perché abito a fianco del parco e non li avevo portati e che il telefono non glielo avrei dato perché ero in un luogo pubblico e fare foto non è da considerarsi un reato.

Ad un certo punto il militare va via e io cerco di fare mente locale sull’accaduto e sulla funzione dei militari in strada. Purtroppo non possiedo informazioni certe e non so in che altro modo comportarmi perché sono anche spaventata. Visto che era la prima volta che mi trovavo in una situazione del genere: con l’ esercito che mi faceva pressioni e che un momento prima aveva usato violenza su un ragazzo.

Nel frattempo chiamo il mio avvocato che mi assicura che non sto facendo nulla di male.
Al ritorno il militare ascolta la mia conversazione e quando attacco non insiste sul dargli il telefono ma continua a insistere verso la mia amica sulla funzione benefica che hanno i pubblici ufficiali in quel luogo. Tra me e me, invece penso proprio il contrario, ed è per questo che ho deciso di scrivervi, perché in quel momento non mi sono sentita per niente al sicuro della loro presenza.

8 Dicembre 2018

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