Siamo tutti grandi insieme… da soli non siamo niente
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Siamo tutti grandi insieme… da soli non siamo niente

Riceviamo e diffondiamo il contributo di un delegato sull’attuale fase di lotte e scioperi nel modenese e in risposta alla dura repressione contro le lotte sociali nel nostro territorio come in tutta la penisola:

L’articolazione produttiva della provincia di Modena è enorme, passiamo dal distretto carni di Castelnuovo Rangone fino al distretto automobilistico di Maranello, abbiamo anche il distretto tessile che parte da Carpi e arriva fin dalle parti di Mirandola. Anche il settore ceramico di Sassuolo è molto importante. Poi esiste anche il settore agricolo/logistico che fornisce frutta e verdura a tutta la regione… la lista è davvero lunghissima sul nostro territorio e l’elenco diventerebbe troppo lungo da riportare qui.
Grazie al SiCobas e alle lotte dei lavoratori si sta ottenendo tanto, ma la repressione è altissima, solo ad Italpizza in un mese di scioperi contiamo almeno un centinaio di lacrimogeni al CS lanciati, 2 o 3 feriti a sciopero, prefetti che zittiscono lavoratori e minacce a go go su ogni tipo di cosa. Ieri in AlcarUno mentre ci prendevamo le parole dal padrone il carabiniere(maresciallo, appuntato o brigatiere non lo so) gli ha fatto l’occhiolino. Per molti magari non significa nulla, ma a me ha fatto capire tanto, mi ha fatto capire quanta intesa ci sia tra loro.
Ormai le hanno provate tutte per spezzarci, hanno arrestato Aldo con l’accusa più grave che un sindacalista possa ricevere, hanno fermato me e schedato solo perché sono andato sotto un camion, Karim solo perché ha osato stare vicino al compagno Cecco mentre lo stavano portando via, ad un lavoratore hanno provato a togliere i figli solo perché dopo 7 mesi di botte e gas ha portato il figlio davanti a loro per fargli capire che siamo padri di famiglia e non di certo per fare da scudo umano come ho sentito civettare da qualcuno… ormai per alcuni di noi sta diventando difficile spiegare ai propri figli perché ogni volta c’è una ferita visibile nuova, soprattutto difficile è spiegare come mai la polizia chiama terrorista il proprio padre.
Ma non è solo una questione lavorativa… questo è un fronte. Ce ne sono tanti altri.

La violenza poliziesca la vediamo anche durante gli sfratti, in ogni manifestazione in cui ci provocano sperando di farci cadere nella loro trappola… Modena è una città borghese dove si cerca di spezzare ogni forma di lotta popolare.

Siamo tutti grandi insieme… da soli non siamo niente.

Un Driver modenese, delegato SiCobas

9 Febbraio 2019

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