Anche a Modena si può lottare.
Voci della città

Anche a Modena si può lottare.

Più di 2000 persone sono scese in piazza ieri a Modena riunite intorno al sindacato SiCobas per la libertà delle lotte e contro la repressione.

Con i riflettori ancora accesi sulla vertenza Italpizza che si inserisce nel cotesto della provincia modenese, una delle più industrializzate d’Italia nella quale non mancano di certo fenomeni quali caporalato, sfruttamento e umiliazione nei confronti dei lavoratori anche una parte consistente di città è scesa in piazza in solidarietà alla lotta dei lavoratori. O meglio, lavoratrici, perché non è un caso che il corteo venga aperto proprio da loro, dalle “leonesse” e dai “leoni” di Italpizza, persone allontanate dall’azienda solo perché iscritti al sindacato. Perché è questo ciò che accade nella ricca e operosa provincia modenese, quella che i signorotti locali amano descrivere col termine “eccellenze”.

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Provi a organizzarti per migliorare le tue condizioni lavorative, sei iscritto al sindacato? Vieni lasciato a casa e per ottenere ciò che dovrebbe essere considerato come l’abc dei diritti dei lavoratori sei costretto ad una vertenza durissima, durata più di un mese, con tanto di cariche, di gas CS, di aziende militarizzate e di denunce che cadono come fossero pioggia. Tra l’altro, ricordiamo, come proprio a Modena sia stato applicato per la prima volta, proprio durante la vertenza Italpizza, il cosiddetto decreto Salvini che ha reintrodotto il reato di blocco stradale (depenalizzato nel ’99) con pene pesantissime che variano dai 2 ai 12 anni di reclusione!

Questa la situazione descritta al concentramento del corteo, oltre alle testimonianze delle umiliazioni subite dai lavoratori all’interno delle aziende. Ma non c’è solo Italpizza perché le vertenze sul territorio sono anche altre: AlcarUno, GM, le ceramiche Opera, tutte represse con gli stessi “mezzi” dalla polizia e stigmatizzate dalle istituzioni del territorio.

La manifestazione infatti è una manifestazione contro la repressione e contro quel blocco filo-padronale che vede riuniti un po’ tutti quanti: dal Pd alla Lega, dai privati alle cooperative, dalla questura alla magistratura, in un sistema produttivo e di potere che sfrutta e spreme un tipo di manodopera dove è alta la componente immigrata.

Non è un caso che il corteo parta al grido di “Siamo tutti Aldo Milani” (coordinatore nazionale SiCobas che proprio a Modena subì un arresto-farsa e che in città viene processato) e “Salvini, Salvini vaffanculo!”. Infatti si protesta anche contro il decreto sicurezza del governo Salvini-Di Maio e contro le politiche di razzismo istituzionale portate avanti in questi anni dai governi di ogni colore.

Pubblichiamo il nostro video sulla manifestazione di ieri, organizzata dal SiCobas per la libertá delle lotte e contro lo sfruttamento. #sicobas #modena #sciopero #lotta #diritti #italpizza #alcaruno #gm #manifestazione

Pubblicato da Senza Quartiere su Domenica 10 febbraio 2019

Davanti a piazza Mazzini il primo stop per gli interventi che in realtà si susseguono a fianco del furgone in testa al corteo. Qua interviene Madalina, compagna romana e attivista rumena dei Blocchi Precari Metropolitani che lo Stato italiano vorrebbe deportare in Romania (paese dell’area Schengen) perché ritenuta “socialmente pericolosa” dato, come scritto testuale dalla questura di Roma, “il suo coinvolgimento nelle lotte sociali, sintomo di non integrazione nella società civile”. Si vede che nelle questure d’Italia si studia su testi riaperti direttamente dagli anni ’30 e ciò può pure non essere captato abitualmente sotto i portici dello shopping modenese tuttavia un corteo come quello di ieri non passa di certo inosservato.

Lo senti arrivare da distanza. Sai che c’è qualcosa di grosso in centro e non solo per via dei blindati della polizia. Un corteo di quelle dimensioni si fa sentire, è un fiume in piena che travolge il normale flusso di shopper bags e vetrine del sabato pomeriggio.

Appena passata piazza Grande, circa di fronte alle finestre degli uffici comunali che si affacciano su via Emilia, viene appeso un lungo striscione contro l’apertura del Cpr in città della rete “Mai più lager. Né in Emilia Romagna né altrove.”

 

Davanti alla svolta di corso Canalgrande, dove ha sede il tribunale, il corteo si blocca e tenta una specie di sit in per ricordare a tutti il processo ad Aldo Milani e il ruolo attivo che la magistratura sta giocando in questa città contro le lotte operaie.

Il corteo prosegue verso a largo porta Bologna per poi svoltare sui viali in direzione della prefettura, ma prima c’è spazio per l’intervento di “Non una di Meno Modena” che  prende parola in solidarietà alle lavoratrici di Italpizza (vere e proprie protagoniste della vertenza) e rilancia dando appuntamento a tutte e tutti l’8 (lotto) marzo con lo sciopero transfemminista. Poi ancora l’intervento del collettivo Guernica e la contestazione oltre che lo sberleffo davanti al palazzo della Prefettura etichettato dai lavoratori come: “Questo palazzo non serve a un cazzo” e accusato senza mezzi termini di collusione diretta con cooperative, padronato, sfruttatori e caporali vari presenti nel tessuto produttivo della provincia modenese.

La manifestazione abbandona quindi i viali e ritorna in centro (quello stesso centro che la questura di Modena negò due anni fa al sindacato SiCobas con una decisione senza precedenti e che terminò con i manifestati che occuparono la stazione) su via Saragozza verso la chiusura, in piazza XX settembre.

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Qua, prima dell’intervento conclusivo di Milani in un’atmosfera di festa, per una giornata e una manifestazione veramente soddisfacenti, c’è ancora spazio per il minuto di silenzio in memoria di Nabil, compagno e sindacalista morto prematuramente per un incidente d’auto.

Eccolo qua il sindacato SiCobas che anche la città di Modena ha cominciato a conoscere più da vicino a seguito della vertenza Italpizza.

A Modena si può lottare e chissà cosa ne pensa la Cgil che giusto ieri era a Roma a fianco di Cisl, Uil, di quelle stesse sigle che in città vorrebbero vedere il SiCobas messo fuorilegge….

10 Febbraio 2019

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