“Minniti come Salvini, basta lager, basta confini” contestato l’ex ministro a Ponte Alto.
Voci dalla città

“Minniti come Salvini, basta lager, basta confini” contestato l’ex ministro a Ponte Alto.

Lunga contestazione ieri sera, venerdì 1 marzo, per l’ex ministro degli Interni Domenico Minniti arrivato a Modena a presentare il suo libro “Sicurezza è libertà”.

Attiviste e attivisti della campagna “Mai più lager, né in Emilia-Romagna né altrove” hanno infatti “accolto” la presenza dell’ex ministro in città, padre dei futuri Cpr, con una rumorosa e prolungata contestazione a Ponte Alto, luogo in cui si svolgeva la Festa di Primavera di un Partito Democratico tutto concentrato e ripiegato sulle proprie “primarie”.
Il disturbo alla kermesse si è protratto per più di due ore, prima all’interno della festa poi, dopo l’intervento di polizia e carabinieri, all’esterno tra interventi al megafono e slogan contro l’apertura del Cpr in città.

 

Video reportage dell'iniziativa di disturbo da parte del collettivo Guernica alla festa del Partito Democratico in cui avrebbe preso parola Marco Minniti, ex Ministro dell'Interno con il governo passato e iniziatore delle politiche securitarie che vengono portate avanti dal governo giallo-verde.#modena #cpr #lager #partitodemocratico #primarie #elezioni #amministrative

Pubblicato da Senza Quartiere su Venerdì 1 marzo 2019

Ciò che veniva contestato a Minniti, nel suo breve ma alquanto nefasto periodo agli interni, dopo i vanti per essersi seduto sia sulla scrivania che fu di Mussolini che nella stanza di Italo Balbo non era solo l’apertura del Cpr in città. Nel mirino degli attivisti sono finiti infatti anche gli accordi con la Libia, quelli sottoscritti proprio da Minniti  e condannati senza mezzi termini pure dall’Onu attraverso l’Alto commissariato delle Nazioni per i diritti umani, nonché le misure di guerra e ricatto alle fasce sociali più deboli contenute nella legge Minniti-Orlando che oltre il Cpr ha istituito anche il daspo urbano.

“Minniti come Salvini, basta lager, basta confini” così recitava lo striscione degli attivisti che il servizio d’ordine del Pd ha subito cercato di strappare. Un confronto/scontro al quale partecipava anche il segretario cittadino Andrea Bortolamasi secondo il quale, in fin dei conti, il Cpr non è bello però «dobbiamo pur regolare i flussi migratori». Una volta fuori dalle mura della “sala rossa” i manifestanti si sono trovati davanti al dispositivo di sicurezza attivato dalla questura modenese che ha impedito a suon di spintoni il protrarsi della protesta, legittimati dal fatto che l’evento pubblico si sarebbe trasformato in una “iniziativa privata” e che quindi non sarebbero più potute entrare persone nelle mura del “dibattito democratico”.

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E le reazioni alla contestazione non si son fatte attendere nemmeno dopo l’intervento delle Forze dell’ordine con il Pd cittadino che, in una nota postata già in serata, parlava senza mezzi termini di “attacco squadrista” oltre ad autoincoronarsi come «il vero argine al dilagare delle destre, anche le più estreme», posizione condivisa (a parte forse “l’argine al dilagare delle destre, anche le più estreme“) pure da Valentina Mazzacurati, ex Forza Italia candidata, alle amministrative del prossimo maggio, con una lista civica vicino a FdI e Lega.

Che non siano già i prodromi di una futura intesa Pd – Lega con le autonomie regionali a far da sfondo?

2 Marzo 2019

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