8 marzo. Non Una di Meno scende in piazza a Modena.
Voci dalla città

8 marzo. Non Una di Meno scende in piazza a Modena.

8 marzo 2019.

Festa della donna, o meglio, Giornata internazionale della donna, visto che non c’è nulla da festeggiare. A Modena, per il centro tranquillo e annoiato, si vedono solo sconti per le donne e il banchetto di Udi che vende mimose. Fino a che, da lontano, non si iniziano a sentire tanti suoni, grida, fischi, cori. Ecco che in testa si vede lo striscione fucsia e non è che ci sia molto da spiegare: dopo anni di tranquillo silenzio, Nudm si è ripresentata in piazza, sta volta con tutta la carica femminista di cui questa città ha bisogno.

Importantissimi i contenuti portati in questa giornata, che ha visto un corteo sfilare per la città seguendo alcune importanti tappe. Il primo momento, di apertura alla giornata, ha visto più di un centinaio di persone riunirsi sotto al palazzo della CGIL, dove Nudm ha portato il primo intervento: no al precariato, diventato ancora troppo spesso doppio carico di lavoro (domestico e salariato) e stipendio dimezzato. Inoltre, si è posto in forte critica quel “welfare” ormai inesistente che si scarica sul lavoro di cura gratuito e sfruttato nell’impoverimento generale. Un insieme di disparità il quale genera poi un incremento della violenza, domestica e lavorativa, sulle donne poiché queste vengono sempre più viste come soggetti “inferiori”, data la disparità di possibilità lavorative.

FB_IMG_1552125253153Ovviamente non è mancato il tentativo dei vertici del sindacato modenese di arrampicarsi sugli specchi per difendere le proprie posizioni, tentativo che ben presto si è trasformato in un vero e proprio attacco verbale alle manifestanti. Ricordiamo infatti che la CGIL a livello nazionale non riconosce lo sciopero globale dell’8 Marzo e che a Modena si è “vantata” di aver indetto ben due ore di sciopero nel terzo settore e tutta una serie di momenti in cui parlare della violenza domestica sulle donne, ovviamente senza affrontare la grave tematica delle molestie in ambito lavorativo.

Concluso il primo momento di critica, il corteo è sfilato su via Emilia centro, passando sotto la Torre Ghirlandina, dove non è mancato un ricordo ed un saluto a tutte e tutti i partigiani caduti nella Seconda Guerra Mondiale, al grido di “ Mia nonna Partigiana, me lo ha insegnato, antifascista sempre contro il patriarcato!”.

La manifestazione ha poi ripreso il suo cammino, sempre tra canti, cori e grida, fino a giungere davanti al tribunale dove la Questura aveva imposto il veto sull’uso di megafoni e di fischietti per via dei processi in atto. Veto inutile, in realtà, perché alle manifestanti il megafono non serviva affatto per far sentire la propria voce, forte e chiara anche in quel luogo, in cui si è portava tutta la contrarietà e la rabbia nei confronti del DdL Pillon, che porta avanti un regresso culturale e sociale direttamente sulla pelle delle donne e dei loro figli, limitando la possibilità di abortire (da questo decreto partono effettivamente tutte le mozioni alla 194, altro tema molto caldo e caro al movimento) e sopratutto di potersi separare liberamente dal proprio compagno.

Terminati gli interventi, il corteo fa dietrofront e si dirige in Piazza Grande, sotto la sede del comune, dove, tra una performance e una lettura, porta critica anche sul DdL Salvini e si schiera contro l’apertura del CPR ( centro per il rimpatrio) a Modena.

Dopo aver attraversato il centro cittadino, il corteo si ferma in presidio presso Piazza Grande. Qui il movimento ha ribadito la propria contrarietá alle politiche razziste e discriminatorie del governo, ribadendo le motivazioni dello sciopero e la propria solidarietá alle lavoratrici di #italpizza che da cinque giorni sono tornate sotto i cancelli dellla fabbrica. Infine è stato lanciato un aperitivo femminista presso il Lab Scossa per autofinanziare NUDM Modena.#nudm #sciopero #modena #lottomarzo #statodiagitazionepermanente

Pubblicato da Senza Quartiere su Venerdì 8 marzo 2019

Nel pomeriggio invece una delegazione di Nudm si presenterà davanti ai cancelli di Italpizza per sostenere e dare la propria solidarietà alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero da dicembre.

Una giornata, complessivamente molto positiva, che ha lasciato più di un segno in chi vi ha preso parte, ma non nelle istituzioni, che non ne hanno realmente colto il senso. Peccato.

 

9 Marzo 2019

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