#FridaysForFuture a Modena.
Voci dalla città

#FridaysForFuture a Modena.

Duemila persone. Forse qualcuna in più. Questi i numeri della manifestazione #FridaysForFuture a Modena, una mobilitazione internazionale, uno “sciopero per il clima” lanciato dal volto globale di una sedicenne svedese che ha interessato oltre 120 paesi e più di 2000 città.

Riuscita. Non c’è che dire. A Modena da tempo non si registravano numeri di questo genere, nemmeno la mobilitazione contro la guerra in Iraq nel 2003 raggiunse dimensioni di questo tipo. Uno sciame eterogeneo di giovani e meno giovani, di giovanissimi e genitori che prima si è concentrato in un presidio (affollatissimo) in piazza Pomposa per poi sfilare in corteo lungo la via Emilia fino al teatro Storchi ed, infine, a ritroso, verso piazza Grande dove si terranno gli interventi dalla pietra ringadora.

In realtà, la giornata del 15 marzo era cominciata già dalla mattina con lo sciopero degli studenti medi e una manifestazione autorganizzata di più di un centinaio di persone. IMG-20190315-WA0033

Mentre i ragazzi erano in piazza inoltre,  grazie anche al corteo itinerante, all’interno delle scuole (Corni, Barozzi, Venturi e SanCarlo) la normale didattica veniva sospesa per far spazio alle discussioni sulla manifestazione.

Intervista  a due studenti che hanno partecipato allo sciopero.

Condividiamo due interviste agli studenti che ieri hanno scioperato per le vie del centro, bloccando la didattica per tutta la mattina. #sciopero #modena #globalstrikeforfuture #fridaysforfuture

Pubblicato da Senza Quartiere su Sabato 16 marzo 2019

In precedenza poi, in città, si erano già tenuti dei presidi di giovani e meno giovani nei due venerdì antecedenti alla mobilitazione.

Era una giornata “attesa” dunque quella dello “sciopero per il clima” ma che forse, alle 18 di uno splendido venerdì di metà marzo, è andata oltre ad ogni più rosea previsione ed immaginazione.

Impressionante, una partecipazione che per una città come Modena è fatto raro, quasi storico, se si considerano esclusivamente i numeri. FB_IMG_1552720292405

Cartelli, slogan, partecipazione e tanta freschezza sulla quale però già pesano contraddizioni e strumentalizzazioni, dalle più arroganti e spudorate (vedi un sindaco in prima fila nonostante un’amministrazione che in città si è tutt’altro che distinta per tematiche ambientali) fino a quelle un po’ più nascoste ed “eleganti”, come il non lasciar spazio agli interventi al microfono non programmati in piazza grande.

Perché è qua che si chiude la manifestazione ma è anche l’unico momento nel quale si prende parola sulle ragioni della mobilitazione e, sinceramente, non si capisce perché sulla pietra ringadora sia dovuta per forza salire una Cgil (che solo pochi giorni fa per bocca del suo segretario Landini si è dichiarata favorevole al Tav) mentre altre organizzazioni o associazioni non sono potute intervenire per ” mancanza di tempo”. A chiudere il tutto, Luca Lombroso metereologo e “volto noto” in città e non solo.

Contraddizioni e polemiche a parte questo #FridaysForFuture modenese qualcosa l’ha detto, ha detto che c’è una parte sostanziale di città attenta alle tematiche ambientali e con queste sensibilità prima o poi, volenti o nolenti, anche chi governa la città dovrà in qualche modo fare i conti.

16 Marzo 2019

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