“Tutti padri naturali con l’utero delle altre…vero?” – Contestata l’associazione “Famiglia e Vita”.
Voci dalla città

“Tutti padri naturali con l’utero delle altre…vero?” – Contestata l’associazione “Famiglia e Vita”.

Sabato 27 aprile. Pomeriggio caldo e soleggiato, poche nubi all’orizzonte nella ridente Modena. Poche nubi, sì ma che si avvicinano sempre di più e annunciano il ritorno del mal tempo.

Mal tempo non solo in senso meteorologico ma anche, e soprattutto, ideologico. Appena fuori dalle vetrine del centro, infatti, in una zona comoda a chi viene da fuori città ma ben nascosta a chi ci vive, si tiene la seconda conferenza del movimento pro-vita legata all’associazione “Famiglia e Vita”.

Un’associazione che già aveva calcato le strade cittadine e che già aveva presenziato in quel ”formidabile“ consiglio comunale in cui erano state avanzate le mozioni alla 194, in stile veronese, ed organizzato un mese dopo, una fiaccolata che ha sfilato con canti e candele per la via Emilia centro.

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In una sala affittata da un privato si riuniscono una ventina di persone. La prevalenza è maschile e tra le poche donne presenti solo una dimostra avere meno d’una trentina d’anni. Per il resto, l’età media è decisamente più alta e sembra suggerire quel lascito di persone fascio-catto-bigotte che, giorno dopo giorno, si stanno impegnano sempre più nel cercare di limitare l’autodeterminazione femminile, sostenendo gli obiettori di coscienza e cercando di relegare la donna ad un vero e proprio oggetto di arredo e corredo della casa. Ma non solo. Sono quelli che si sono schierati contro la legge regionale sull’omotransnegatività, attaccandola in primis sul nome (omotransnegaività è sinonimo di omotransfobia, e non è che ne abbiamo paura, della comunità LGBTQI+, è che a questi gli fa proprio schifo) sostenendo che tutte le leggi che possono essere redatte a favore delle minoranze non sono altro che strumenti massonici per poter portare da un lato ad una “sostituzione etnica” (cit. «alle donne bianche viene incentivato l’aborto, le donne nere sono incentivate a portare a termine la gravidanza») e dall’altro a discriminare chi è (o si dichiara) eterosessuale ed estimatore della “famiglia naturale”.

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Sì, perché per assurdo, all’interno di quella conferenza, viene ribadito più e più volte che tutto ciò che mira a tutelare la comunità LGBTQI+ in realtà serve solo a danneggiare la “naturalità dell’essere umano”.

Dopo fiumi di parole che celano (ma nemmeno troppo) contenuti razzisti e omotransfobici, la chicca arriva quando si parla di maternità, reputata come un qualcosa di tranquillissimo da affrontare, di assolutamente non gravoso per la donna (“madre” fin dal concepimento, mai dalla nascita del bimbo, perché è vita fin dal primo rapporto sessuale o quasi), né dal punto di vista fisico né da quello sociale e men che meno dal lato economico.

IMG-20190428-WA0051Temi e concetti di questo tipo si sono susseguiti per ore all’interno della conferenza, mentre fuori, a contrastarli, erano presenti le attiviste di NonUnaDiMeno.

 

Qualche cartello e uno striscione che recitava: «Tutti padri naturali con l’utero delle altre, vero?!», ad attaccare direttamente la concezione dell’uomo, maschio e padre di famiglia, come fulcro della comunità.

 

Riportiamo a seguire il comunicato di NonUnaDiMeno:

TUTTI PADRI NATURALI CON L’UTERO DELLE ALTRE… VERO?
Ieri,a distanza di 2 giorni dal 25 Aprile, si è tenuta una conferenza dell’associazione “Famiglia e Vita”, movimento pro-vita. Con i loro contenuti hanno tentato di attaccare nuovamente la nostra auto-determinazione e i nostri diritti nello scegliere liberamente del nostro corpo. La conferenza si è focalizzata su solite retoriche catto-fasciste, quali:
– DEVIANZE PSICO-FISICHE CHE LA DONNA SUBISCE A SEGUITO DI UN ABORTO, SPECIE SE SI TRATTA DI IGV.
– SVANTAGGIO CHE L’ABORTO DOVREBBE  ARRECARE ALLE CASSE DEL SSN. GLI ANTI-ABORTISTI SOSTENGONO INFATTI CHE, NON SOLO IL COSTO DELLA PRATICA DELL’ABORTO VOLONTARIO GRAVI ECCESSIVAMENTE A CARICO DEI CONTRIBUENTI E QUINDI SULL’INTERA COMUNITà, MA ANCHE CHE TUTTI GLI ESAMI DIAGNOSTICI PRANATALI,GRATUITI SOLO IN DETERMINATE CIRCOSTANZE ( quali amniocentesi, villocentesi ecc.), SIANO VOLTI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A PRATICARE QUANTI Più ABORTI POSSIBILI.
– L’ATTACCO AL GENDER FLUID CONSIDERATO COME PRATICA PER OTTENERE AGEVOLAZIONI PENSIONISTICHE E STATALI.
– RIFIUTO DEL TERMINE “OMOTRANSNEGATIVITÀ” E DELLA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CHE LO RIGUARDA, IN QUANTO A PARER LORO DISCRIMINANTE NEI CONFRONTI DEGLI ETEROSESSUALI. A DETTA DI QUESTO MOVIMENTO LA COMUNITÀ LGBTQI+ VIENE COSTITUZIONALMENTE FAVOREGGIATA DA LEGGI CHE INVECE LEDONO LE LIBERTÀ DEGLI ETERO. A DARE SPIEGAZIONI SULLE MODIFICHE ANCORA DA APPROVARE DELLA SUDDETTA PROPOSTA LEGGE C’ERA UN CONSIGLIERE REGIONALE. A DETTA SUA IL TERMINE “OMOTRANSNEGATIVITÀ” E’ STATO TOLTO MA IN EMILIA ROMAGNA, SOPRATTUTTO IN PERIODO ELETTORALE, LA LEGGE, SEPPURE CON LIMITAZIONI DETTATE ANCHE DALLA LORO INFLUENZA POLITICA, PASSERA’.
– DENIGRAZIONE DEI PROGETTI SCOLASTICI RIGUARDANTI AFFETTIVITÀ E SESSUALITÀ, VISTI COME PROPAGANDA “GENDER” PER DEVIARE LE MENTI DEGLI ADOLESCENTI.
-IL DISPREZZO DELLA VITA DELLA DONNA CONCEPITA SOLAMENTE NEL RUOLO SOCIALE DI MADRE E SOGGETTO INCAPACE DI POTER DECIDERE LIBERAMENTE SE ABORTIRE O NO, DA COLPEVOLIZZARE NEI LORO PRESIDI DAVANTI AGLI OSPEDALI DOVE OSTACOLANO NON SOLO LE DONNE MA ANCHE IL LAVORO DEL PERSONALE MEDICO-SANITARIO
“HO TROVATO IL MODO PER FARE CESSARE GLI ABORTI IN TUTTA ITALIA: ANDARE A PREGARE DI FRONTE AGLI OSPEDALI. NOI DOBBIAMO RENDERE PUBBLICO QUELLO CHE AVVIENE NEGLI OSPEDALI”…TRA I LORO PIANI DI BATTAGLIA DI CUI VANNO FIERI
L’interconnesione tra questi movimenti pro-vita e partiti razzisti e xenofibi si concretizza nella teoria della sostituzione etnica, i cattolici conservatori sostengono infatti che l’interruzione volontaria di gravidanza sia una pratica adottata solo da donne bianche e non da donne nere, portando così la popolazione nazionale a subire una vera e propria sostituzione etnica, definendolo  un “piano massonico di riduzione della popolazione e sostituzione etnica”
In aggiunta a tutto ciò non è da dimenticare il contesto politico in cui si muovono: alla vigilia delle elezioni cpmunali sono stat* invitat* tutt* i/le candidat* alla carica di sindac*. Il tentativo di entrare nelle politiche locali portando posizioni retrograde e machiste non ha però riscosso successo nel modenese, fortunatamente. Di fatto nessun* candidat* ha risposto positivamente all’invito, segno che ci incoraggia nell’andare avanti e che ci fa sperare che la lotta possa essere condivisa anche al di fuori del nostro movimento.
Fino a questo momento abbiamo dato spazio alla loro ideologia, MA ORA BASTA!
Come attiviste del movimento NUDM ci siamo presentate di fronte al luogo in cui si è tenuta la conferenza con uno striscione che non poteva essere più azzeccato di così: “TUTTI PADRI NATURALI CON L’UTERO DELLE ALTRE, VERO?!”
La nostra è stata in primis una dura critica al  loro statuto in cui l’unica figura riconosciuta è il padre di famiglia, tutore dell’intera comunità. Non possiamo lasciare spazio e legittimità di agire a chi, in modi più o meno subdoli, minaccia le nostre libertà e la nostra autonimia. Ieri è stata la seconda occasione in cui NUDM si è opposta nel territorio modenese  alle calate bigotte e fasciste di movimenti parareligiosi che incitano solo all’odio del diverso. Sappiamo che ci saranno altri momenti di questo genere se non più gravi in cui porteranno avanti le loro pratiche e noi non saremo in disparte. Su piano nazionale uno di questi eventi si terrà a Roma in 18 Maggio, si tratterà della “Marcia per la Vita”
In quanto femministe e transfemministe ci opporremo alla loro presenza coi nostri corpi e coi nostri contenuti affinchè non ledano più le nostre libertà. L’informazione e l’educazione sono le armi che useremo contro l’ignoranza di questi movimenti che cercano ogni giorno di ostacolarci e privarci dei nostri diritti, continueremo la nostra lotta!

 

 

28 Aprile 2019

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