Ancora abusi di polizia a Italpizza.
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Ancora abusi di polizia a Italpizza.

Da una parte le burocrazie dei sindacati confederali, che sui giornali locali provano a smerciare il ritorno alle “normali” relazioni capitale/lavoro sulla vertenza Italpizza, dall’altra la situazione reale fuori dai cancelli dell’azienda, con il reparto celere ormai presenza fissa e da inserire nella voce “consulenze esterne” per la continuità produttiva.

Mentre prosegue la “trattativa” nella sede di Confindustria di Modena, che questo lunedì ha registrato un “vertice” composto da Italpizza, dalle cooperative Cofamo (Mazzetti) e Evologica (Fiorini), dalla stessa Confindustria e dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, nella mattinata di ieri, fuori dai cancelli dell’azienda presidiati da un’imponente schieramento di forze dell’ordine, sono tornati a farsi sentire direttamente i lavoratori.

Mentre si parla (sui giornali) di “applicazione del contratto alimentaristi, rispetto dei diritti sindacali, sicurezza sul lavoro e orari” nonché di aumenti economici in busta paga fino «al raggiungimento della retribuzione del contratto dell’industria alimentare, per poi passare alla completa applicazione del contratto» (cioè le stesse richieste portate avanti dal SiCobas escluso da ogni tavolo di trattativa), davanti ai cancelli la polizia prima forzava il picchetto dei lavoratori per poi, a freddo, fermare in questa maniera (vedi video) e portare in questura un delegato sindacale.

Ancora abusi di polizia ad Italpizza

#Italpizza: Il mese scorso era toccato a Simone, coordinatore S.I. Cobas di Bologna, pestato da 6 agenti che, mentre lo tenevano fermo gli hanno sferrato una ginocchiata al petto, fratturandogli quattro costole. È andata meglio oggi a Marcello, uno dei coordinatori di Modena, preso e portato in questura mentre tentava di calmare gli animi, nonostante le provocazioni della celere contro gli operai. Mentre era immobilizzato dietro la camionetta, un carabiniere (visibile nel video) lo ha afferrato per il collo, strangolandolo, mentre gli diceva “ti conosciamo, stai attento che finisci male”. Questo è il modello di “relazioni sindacali” che si vuole imporre a Modena, questo il risultato concreto degli accordi tra azienda e sindacati confederali per escludere il S.I. Cobas. La libertà sindacale o è per tutti, o non è. In ogni caso la lotta continua.

Pubblicato da S.i. Cobas Modena su Martedì 18 giugno 2019

Sindacalista poi rilasciato quasi immediatamente.

Il mese scorso era toccato a Simone, coordinatore S.I. Cobas di Bologna – scrivono in una nota dallo stesso sindacatopestato da 6 agenti che, mentre lo tenevano fermo gli hanno sferrato una ginocchiata al petto, fratturandogli quattro costole.

È andata meglio oggi a Marcello, uno dei coordinatori di Modena, preso e portato in questura mentre tentava di calmare gli animi, nonostante le provocazioni della celere contro gli operai. Mentre era immobilizzato dietro la camionetta, un carabiniere (visibile nel video) lo ha afferrato per il collo, strangolandolo, mentre gli diceva “ti conosciamo, stai attento che finisci male”.

Questo è il modello di “relazioni sindacali” che si vuole imporre a Modena, questo il risultato concreto degli accordi tra azienda e sindacati confederali per escludere il S.I. Cobas.

La libertà sindacale o è per tutti, o non è.

Inoltre sembra che, sempre nella giornata di ieri, siano iniziati i lavori preliminari per l’ampiamento dello stabilimento industriale di San Donnino. Ampliamento previsto in deroga agli strumenti urbanistici regolari e “sbloccato” dal cosiddetto decreto “sblocca Modena” approvato dal consiglio comunale nel febbraio del 2018. In pratica si trattava di dare il via libera a costruire bypassando di fatto, per superficie e densità (nei documenti comunali si parla di  1.750 metri quadri), i piani regolatori previsti dalle discipline urbanistiche della zona.

Infine, mentre anche oggi prosegue lo sciopero davanti ai cancelli di Italpizza, si moltiplicano le iniziative di solidarietà a sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici in lotta. Giusto questa domenica, infatti, il movimento Nonunadimeno Modena ha organizzato una cena a loro sostegno al parco XXII Aprile. I dettagli qua.

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19 Giugno 2019

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