Italpizza: interviene il sindaco intanto dentro all’azienda…
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Italpizza: interviene il sindaco intanto dentro all’azienda…

Dopo nove mesi di silenzio quasi ininterrotto, il Comune di Modena, uscendo dall’ombra con una nota Facebook  del sindaco Gian Carlo Muzzarelli nella quale è taggato anche l’assessore al Lavoro Andrea Bosi, interviene sulla vertenza Italpizza.

«Passi avanti» e soddisfazione per un tavolo istituzionale, svolto lunedì 8 luglio, tra Comune, sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil), Confindustria e il delegato di Italpizza Andrea Bondioli.

Con un operazione tutta “politichese”, la prima frase uscita da quel tavolo, parla di una generica «condanna di ogni forma di violenza e di offesa» unita a una «difesa del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero» dove, con la prima, con un chiaro intento di rovesciare la realtà, si va ad additare subdolamente chi in questi  mesi ha portato avanti realmente la vertenza, il SiCobas, che «violenze e offese» le ha subite effettivamente e non esercitate, mentre, con la seconda, si va ad evocare qualcosa di totalmente negato nei fatti a colpi di lacrimogeni, manganelli e silenzio istituzionale. Dopo la premessa, arrivano le pillole di ottimismo somministrate in funzione anestetica e tra espressioni come «la qualità del “made in Modena” deve avere come elemento qualificante anche la qualità del lavoro» si lascia intendere che l’azienda abbia deciso di «internalizzare parte del processo produttivo anche con l’obiettivo di ridurre il ricorso ai lavoratori in appalto.»

Il riferimento è chiaramente al tavolo di sito di giovedì 4 luglio che riuniva, presso la sede di Confcooperative:  Italpizza, le cooperative Cofamo ed Evologica, i sindacati confederali con le rispettive categorie, Confindustria, Confcooperative e Legacoop. In pratica tutti, a parte chi i lavoratori li aveva organizzati veramente e portati a protestare davanti ai cancelli dell’azienda, il SiCobas, escluso da ogni trattativa quasi come fosse un “appestato” intorno al quale stringere un “cordone sanitario” per evitare che le giuste richieste dei lavoratori diventino “contagiose”.

A “trattare” c’è infatti chi dalla vertenza e dalle lotte ai cancelli si è sempre tenuto alla larga, Cgil, Cisl e Uil (tranne forse la Cgil che qualche giorno d’agitazione l’ha indetto) anche se sul piatto c’è proprio quel passaggio dal contratto multiservizi a quello alimentare che, dal principio, aveva caratterizzato proprio le richieste del SiCobas.

Oggi, dopo le parole del sindaco Muzzarelli,  tutto sembra possibile, anche l’impensabile disponibilità dell’azienda a “re-integrare parte delle attività in appalto con un progressivo inquadramento al contratto alimentare.” Per la cooperativa Cofamo, invece, si parla di un contratto merci-logistica mentre per le tempistiche si discute, per l’appunto,  di “inquadramento progressivo” e di  “step successivi”. Si prende tempo in sostanza, in attesa di limare gli ultimi dettagli e di conoscere le eventuali tempistiche nell’incontro del 16 luglio.

Intanto, lo stabilimento di San Donnino risulta chiuso (avrebbe chiuso il 4 luglio, in concomitanza con il primo tavolo a Confcooperative) così può capitare di incontrare, in giro per la città, qualcuno che vi lavora all’interno.  La situazione è la stessa di prima, «di merda» – ci viene detto – mentre sulle linee di farcitura (quelle interessate proprio dal contratto alimentaristi) si starebbe testando l’utilizzo di nuovi robot che se impiegati ridurrebbero in modo considerevole l’impiego di manodopera.

In pratica se, al suo esterno, l’azienda “apre” effettivamente al contratto alimentaristi, al suo interno si comincia a testare un tipo di automazione che le consetirebbe di continuare a incrementare il fatturato eliminando direttamente i lavoratori. Fosse così, quando finalmente si passerà al contratto alimentaristi questo potrebbe valere, si e no, per una ventina di lavoratori – ci viene raccontato da chi, su quelle linee, ci lavora effettivamente.

Tutto si riduce a una questione di tempi, alla fine dei conti, ma come afferma il sindaco: «lo sviluppo di Italpizza, che si sta preparando a nuovi investimenti, rappresenta anche un veicolo di crescita per il territorio e per l’occupazione di qualità

10 Luglio 2019

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