Terza giornata di mobilitazione del movimento Fridays For Future
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Terza giornata di mobilitazione del movimento Fridays For Future

Anche a Modena per la terza volta si marcia contro i cambiamenti climatici. Corteo giovanissimo dalle mille sfaccettature a partire dalla composizione. Elementari, scuole medie e una cospicua partecipazione delle superiori anche se, quest’anno, a differenza di quello scorso, nel modenese il blocco della didattica non c’è stato e lo sciopero del corpo insegnanti non è risultato efficace.

Ottimo invece il senso di responsabilità di una parte del corpo insegnate delle scuole primarie che ha portato in piazza i propri studenti, un segnale positivo che indica la strada giusta ad una buona educazione. Imponente anche questa volta la partecipazione, animata per la maggior parte da migliaia di studenti e studentesse. Per le istituzioni, invece, c’è il sindaco “sceso ad abbracciare” i suoi studenti, incurante della contraddizione tra le politiche dalla sua Giunta, fondate sul calcestruzzo e il tondino, condite da manganelli e proroghe al piano regolatore. Con una protesta che domanda sostanzialmente una maggiore tutela ambientale e un cambiamento radicale di come ci si vive il quotidiano. Se da una parte si “abbracciano gli studenti”, infatti, dall’altra si approvano e si favoriscono progetti vecchi di vent’anni, come la Bretella che poco hanno a che fare con la sostenibilità e la tutela ambientale.

Criticità

A voler essere critici, alcuni contenuti promossi dal corteo sembravano preconfezionati, pronti all’uso (come una pizza surgelata) per poterli sbandierare al momento giusto. Se sui cartelloni si leggono slogan che inneggiano alla distruzione del sistema (oltre alla distruzione della “fregna” al posto del buco dell’ozono, indicatore di come il dominio deve essere reindirizzato da Madre Natura alla tua compagna di banco) gli interventi conclusivi fatti in Piazza Grande non vanno affatto in questa direzione.
Da una parte in città come nel resto del paese le piazze sono state animate e partecipate, mentre tutt’intorno troviamo un fronte dalle parole d’ordine differenti ma identiche nella funzione: la derisione e la negazione di legittimità di una parte della politica e il tentativo di greenwashing per recuperare un’immagine che continui a garantire gli investimenti dell’altra. Tante parole queste ultime probabilmente indici del fatto che chi parla da dire non ha nulla.

28 Settembre 2019

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