Rigenerazione urbana: una boccata d’aria fresca ma per chi?
Voci dalla città

Rigenerazione urbana: una boccata d’aria fresca ma per chi?

È datata 26 settembre l’approvazione, in sede di Consiglio comunale, della delibera sulla riduzione degli oneri urbanistici.
Presentata come asse portante della “rinnovata” attenzione del Comune di Modena alle tematiche del consumo di suolo e della cosiddetta rigenerazione urbana, è stata addirittura pubblicizzata come una delibera “multivitaminica” per marcare il “nuovo” corso politico (sano e benefico) intrapreso dall’amministrazione Muzzarelli in materia di politiche urbanistiche.
Dalla sezione stampa del sito del Comune di Modena si legge:
“Quello della rigenerazione urbana non deve rimanere solo uno slogan – ha affermato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli – ed è necessario costruire le condizioni per rendere più conveniente l’intervento anche da parte dei privati. L’amministrazione va avanti con fatti concreti rispondendo alle persone che chiedono concretezza oltre alle idee e, in attesa dell’approvazione definitiva del nuovo Regolamento urbanistico edilizio (Rue) e del nuovo Piano urbanistico generale (Pug), comincia dimezzando gli oneri di urbanizzazione. Questa delibera – ha proseguito l’assessora – è un multivitaminico. La prima vitamina è la ridefinizione del concetto di rigenerazione con l’inclusione in questo concetto anche della sostituzione e dell’addensamento nel costruito. È infatti giusto distinguere tra chi costruisce il nuovo nello spazio già urbanizzato e chi lo fa su terreno vergine. La seconda vitamina – ha aggiunto – consiste in una riduzione degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria legati agli interventi. Il Comune di Modena ha voluto garantire uno sconto del 15 per cento rispetto al valore assoluto definito dalla Regione, in forte aumento in quanto sono stati recuperati anni di mancato adeguamento. L’Amministrazione applicherà questa riduzione in modo orizzontale, per tutte le tipologie, dalla residenza al produttivo, e in tutto il territorio comunale, anche al di fuori del territorio urbanizzato”.
Non si è molto lontani dalla mera operazione di greenwashing in uno dei comuni italiani più inquinati per qualità dell’aria e con la cementificazione che avanza nonostante le “svolte” e che vede Modena sempre tra le prime città in Regione per questo tipo di classifiche. Non si è molto lontani dalle presentazioni in pompa magna del bosco urbano compensativo agli oltre 500 nuovi alloggi di Vaciglio ad esempio, o a qualche confusa spiegazione sull’ok del Pd emiliano al progetto (vecchio di oltre due lustri) della bretella Campogalliano-Sassuolo o di quanto questa sia utile per la “crescita sostenibile” o, ancora, dalle dichiarazioni del Sindaco in “sostegno” alla recente marcia per il clima del FridaysForFuture modenese.
Certamente il termine “rigenerazione” suona molto meglio della parola “cementificazione” ma sarà anche qualcosa di diverso?
Scartato l’involucro patinato del termine “rigenerazione” troviamo un contenuto già conosciuto che ha offerto diversi esempi negli ultimi anni: può rientrare sotto questo termine il fallimento e i relativi salvataggi del Novi Park ad esempio, o della Manifattura Tabacchi, oppure i progetti andati a buon fine di apertura di nuovi centri commerciali come quello della Crocetta, la privatizzazione di pezzi di edilizia popolare solo per citarne alcuni.
In poche parole, la delibera “multivitaminica” consiste di fatto in incentivi a costruire, nell’interesse privato, in una città che vanta fra i canoni d’affitto più cari d’Italia e il costo della vita in generale che ha recentemente superato quello dell’ex-capolista Trento.
Il tutto si gioca quindi esclusivamente sul rendere il territorio il più possibile accogliente a nuovi investimenti.
Si incentiva dunque la costruzione e la privatizzazione del territorio mentre l’interesse per la vivibilità viene “garantito” dalle opere compensative che si possono benissimo definire come briciole che cadono dal costo elevatissimo.
Allo stesso modo, parafrasando la frase di Chico Mendes: “L’ambientalismo senza lotta di classe è giardinaggio”, la rigenerazione urbana è speculazione.
2 Ottobre 2019

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