A Carpi Potere al Popolo denuncia ostruzionismo nella raccolta delle firme per le elezioni regionali.
Voci dalla città

A Carpi Potere al Popolo denuncia ostruzionismo nella raccolta delle firme per le elezioni regionali.

Il 26 gennaio 2020 in Emilia Romagna si voterà per le elezioni regionali.

I partiti che non siedono già in Parlamento o non sono presenti nelle assemblee regionali per arrivare ad essere presenti con le proprie liste sulla scheda elettorale devono riuscire ad attenere le firme necessarie che possono essere raccolte da 180 giorni prima delle votazioni su moduli conformi alle indicazioni del Ministero dell’interno o su quelli predisposti dalle Regioni che hanno adottato delle proprie leggi elettorali.

Uno sforzo abbastanza cospicuo che può essere svolto in tutti i comuni della Regione.

A Carpi però succede che Potere al Popolo denunci un certo ostruzionismo da parte dell’amministrazione comunale nella raccolta delle firme. Riportiamo e pubblichiamo il loro comunicato:

Carpi il Pd impedisce la raccolta firme per presentarsi alle regionali

Domani, mercoledì 30 ottobre, alle 12.30 saremo davanti al comune di Carpi, per una conferenza stampa con la nostra candidata governatrice, Marta Collot, e Giorgio Cremaschi. Perché?

Perché il sindaco di Carpi Alberto Bellelli ha deciso che nel suo comune non è possibile raccogliere le firme con i banchetti e relativi certificatori nominati dal Sindaco. Quindi, come se non bastasse la cifra scandalosa di 11mila firme che una nuova forza politica deve raggiungere (1800 solo nella provincia di Modena), ora il Pd nega ciò che si è sempre fatto in occasione di referendum o elezioni, in barba alla democrazia di cui dovrebbe essere garante.

Lo scandalo è stato tanto più evidente quando abbiamo chiesto una ragione di legge nei vari uffici cui siamo stati indirizzati: i funzionari erano in evidente difficoltà nel rispondere e hanno anche fatto riferimento a una fantomatica circolare ministeriale, di cui ancora non ci è ancora dato sapere.

È semplicemente inaccettabile. Altro che libero pensiero in libero paese.

Se le prossime regionali non la fanno dormire, caro Presidente Stefano Bonaccini, la soluzione non è certo impedire ad altre organizzazioni di partecipare alle elezioni. Dovrebbe pensare, invece, alle politiche devastanti per l’ambiente da lei sostenute, alla spaventosa disuguaglianza sociale, al progressivo impoverimento degli emiliano-romagnoli e alle privatizzazioni, che da oltre 25 anni il suo partito ha attuato svendendo ai privati valore e servizi di proprietà dei cittadini. Tutte cose che avete deciso in nome del profitto di pochi.

Presidente Bonaccini, richiami i suoi sindaci e si misuri elettoralmente anche con chi non la pensa come lei, almeno come atto democratico. Noi sappiamo di essere dalla parte giusta e non ci lasceremo scoraggiare.

29 Ottobre 2019

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