Ancora un’operazione contro i NoTav. Perquisizione e foglio di via per un militante modenese.
Voci dalla città

Ancora un’operazione contro i NoTav. Perquisizione e foglio di via per un militante modenese.

Se le grandi opere scricchiolano in Italia, dal Mose che non funziona al fino al Tav in Val di Susa, che potrebbe costare fino a cinque volte tanto, come ha recentemente affermato Luca Mercalli sul Fatto Quotidiano, ciò che non conosce certo dubbi è l’accanimento della Questura di Torino (la stessa che persegue chi ha combattuto l’Isis) contro il movimento NoTav.

È di questa mattina infatti la notizia dell’ennesima maxi-operazione portata avanti della Questura di Torino contro il movimento NoTav e che ha colpito in qualche modo anche la nostra città, Modena.

Già lo scorso luglio (sempre la Questura di Torino) aveva inflitto tre misure cautelari a due lavoratori ventenni e uno studente per le contestazioni al G7 di Torino. Prima ancora, nel giugno del 2016, un’altra operazione di polizia contro i NoTav portava in carcere nella nostra città un ragazzo di vent’anni e rinchiudeva nelle proprie abitazioni altre due persone.

Questa mattina, intorno alle 5.00 agenti della Digos hanno bussato alla porta di un ragazzo giovanissimo, militante del collettivo Guernica, gli hanno perquisito la stanza e se lo sono portati in Questura per notificargli il foglio di via dalla città di Torino e dalla provincia.

Perquisizioni, obblighi di firma, fogli di via e un due persone tradotte in carcere per una maxi-operazione che va ad incriminare la marcia in Val Susa del 27 luglio scorso, svolta durante la quattro giorni del Festival Alta Felicità. 14 le persone coinvolte in totale, Torino, modena Padova e Vicenza le città interessate. Si va dal pensionato di 64 anni alla studentessa di 19. A tutti è stato sequestrato il cellulare fin dalle prime ore della mattina mentre sui giornali partivano le veline ancora prima che la polizia entrasse nelle case di tutti gli indagati. Al contrario, dal sito Infoaut inoltre si poteva leggere:

Questa vicenda è una farsa a tal punto che tra le persone perquisite questa mattina vi sono due compagn* di cui uno è semplicemente indagato, ma non denunciato, e l’altra non lo era nemmeno. Il loro attivismo è giustificazione per la questura di essere “certamente a conoscenza di una strategia predeterminata dagli indagati al fine di attaccare il cantiere”.

Sul giornale on line Modenatoday, invece,  fin dalla prima mattina, si parlava addirittura di tre modenesi coinvolti.

Forse per un errore di redazione e qualche confusione con le misure cautelari dello scorso luglio o forse perché, di lì a breve, la Questura di Torino, durante la conferenza stampa dell’operazione, parlerà di una seconda parte dell’inchiesta che andrà a svolgersi dopo le perquisizioni effettuate a casa degli indagati.

Giornali che prevedono già il futuro? Non si sa mai. In tempi di veline e di informazione di regime tutto può accadere.

Questi ad esempio sono solo i pensieri personali del Condirettore del Resto del Carlino che si può leggere in terra emiliana.

Se accuse per tutti gli indagati vanno dalla resistenza aggravata a pubblico ufficiale al danneggiamento, dal travisamento all’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, sembra che la stragrande maggioranza dell’informazione sappia già come comportarsi.

Ma cos’era successo quel fatidico 27 luglio, a pochi giorni dalla decisione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di proseguire i lavori di costruzione della linea ad alta velocità Torino – Lione?

Lo spiega Nicoletta Dosio in un post sulla sua pagina Facebook:

27 luglio 2019, Festival Alta Felicità.
Alla passeggiata pomeridiana verso la Clarea minacciata dai progetti TAV c’eravamo in migliaia di persone, di tutte le età e dai luoghi più disparati del paese.
Digos e truppe in assetto antisommossa furono schierati contro un popolo che, con amore e allegria, ancora una volta percorreva i sentieri di una resistenza ormai trentennale.
Tentarono di fermarci con cancelli posti a sbarrare la strada, a chilometri dal cantiere.
Tutti ebbero modo di vedere il bosco insidiato dalle matasse di concertina israeliana, trappola mortale per ogni essere vivente. Tagliando quei cancelli e quel filo spinato liberammo il bosco e ci riprendemmo il diritto di libera circolazione verso la nostra baita sequestrata, nei terreni acquistati collettivamente ed espropriati in nome degli “interessi strategici” trasversali al partito degli affari.
Oggi, alle prime luci dell’alba è arrivata la rappresaglia. Carcere preventivo per Giorgio e Mattia, misure cautelari per compagne e compagni, scelti per provenienza ed età: le provocatorie misure-campione che colpiscono qualcuno per dare un messaggio intimidatorio a tutti.
Parallelamente,stamattina, con sorprendente tempismo, sui maggiori giornali nazionali è uscito l’elenco dei terreni espropriati in Clarea per “opere d’interesse strategico”: l’allargamento del cantiere TAV e la realizzazione dello svincolo autostradale di servizio.
Al gioco al massacro, proprio delle mafie di stato, il movimento NO TAV contrappone, come sempre, la lotta collettiva, lucida e irriducibile, forte della memoria del passato e del progetto di futuro, come chi non ha altro da perdere se non le proprie catene, ma ha un mondo intero da conquistare.
Libertà subito per Giorgio e Mattia, NO alle misure repressive per le compagne ed i compagni!
A pochi giorni dal fallimento della COP25 di Madrid che rivela il totale disinteresse dei governi nei confronti dell’attuale crisi climatica, in Italia la vendetta dello Stato democratico e degli interessi d’impresa sembra abbattersi solo ed esclusivamente contro la lotta ambientale la lotta più resistente di questa epoca.

 

18 Dicembre 2019

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