Vertenza Villa Margherita, Non Una Di Meno Modena in sostegno dello sciopero.
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Vertenza Villa Margherita, Non Una Di Meno Modena in sostegno dello sciopero.

Nuova giornata di sciopero nella residenza per anziani Villa Margherita di Modena.

Lavoratori in presidio si sono presentati quest’oggi davanti alla struttura con bandiere della Cgil-Funzione Pubblica e col supporto del movimento Non Una Di Meno contro la decisione unilaterale dell’azienda di applicare il nuovo contratto Anaste.

Pubblichiamo di seguito il comunicato di Non Una Di Meno sulla vertenza:

 

Sciopero a Villa Margherita: voce alle e agli OSS!

 

Martedì 17 ci siamo recate, sotto al pañuelos di Non Una Di Meno, all’ingresso di Villa Margherita, una residenza per anziani in cui da mesi ormai le Operatrici Socio Sanitarie e gli operatori denunciano, tramite il loro sindacato di riferimento, non solo il tentativo del proprietario della residenza di attuare una modifica contrattuale estremamente sfavorevole per chi vi lavora ma anche e soprattutto pesanti e ripetuti episodi di “mobbing”.

Circa un anno fa, il Direttore della struttura espose il nuovo contratto ANASTE, cercando di farlo passare come migliorativo delle condizioni di lavoro (in realtà più nello sgravo fiscale a carico della struttura che nel miglioramento delle condizioni lavorative delle e degli OSS, che per pochi euro in più rischiano il licenziamento per malattia). Sono quindi seguiti, a partire dal mese di Settembre, diversi incontri tra dirigenza della struttura, OSS e sindacato, anche in prefettura, che però non hanno portato ad alcun risultato. Ci riportano che proprio durante l’incontro in sede prefettura, la risposta alle obiezioni e richieste delle lavoratrici e dei lavoratori è stata l’uguale imposizione della nuova forma contrattuale, addirittura sostenendo di non esserci la disponibilità a prendere in considerazione alternative. Emblematica la frase riportataci dalle lavoratrici: “non è una proposta, è una decisione”. Le lavoratrici denunciano il fatto che il nuovo contratto toglie loro diritti lavorativi. Non vi è salvaguardia della salute ne di chi lavora ne di chi è assistito nella struttura ( rimandiamo al comunicato della CGIL).

Gli episodi di mobbing, ci raccontano, sono cominciati il giorno successivo alla proclamazione dello sciopero con la convocazione di alcune e alcuni scioperanti negli uffici della dirigenza della struttura. Le pressioni parvero fermarsi a seguito di una lettera della CGIL che richiamava la struttura stessa a tenere un comportamento idoneo all’ambito lavorativo. Un’altra lavoratrice ci racconta che il clima del mobbing era presente anche antecedentemente allo sciopero anche se in modo meno esplicito. Chiara è l’intenzione della struttura di creare un clima di terrore, cercando di scongiurare gli scioperi. Questo clima di prevaricazione è poi culminato con la redazione di un nuovo regolamento comportamentale da tenere all’interno della struttura: operatrici e operatori devono rivolgersi ai propri superiori dando del “lei”, creando un forte disagio a chi lavora da diversi anni all’interno della struttura a fronte dei rapporti personali creati nel tempo. Viene poi negato il permesso di mangiare al di fuori dell’orario di pausa pranzo prestabilito, cosa che prima era invece possibile data la tipologia di lavoro svolta dalle e dagli OSS. All’apice della piramide poi, si trova il divieto di parlare coi colleghi, fatta eccezione per ciò che riguarda gli e le assistite ma solo nei casi più urgenti.

Le e gli OSS denunciano anche il trattamento delle e dei loro assistiti durante le giornate di sciopero: infatti spesso i residenti che presentano maggiori problemi, vengono lasciati tutto il giorno a letto e le cure che sono tenute a fornirgli sono solo quelle igieniche di base e poco altro. Questo fa si che quando vi sono le visite dei parenti di queste persone, gli si palesano davanti condizioni veramente inaccettabili e la direzione rimanda tutta la responsabilità alle e agli scioperanti,mettendo così in cattiva luce persone che negli anni hanno costruito con i/le residenti e i parenti rapporti affettivi e di fiducia e che ora stanno solo chiedendo il rispetto dei loro diritti personali e lavorativi.

Tra le varie situazioni, ci viene riportata anche quella dell’attuale RAS, ovvero quella figura che all’interno della struttura si occupa di gestire il lavoro delle infermiere. Ebbene, la persona che ad oggi ricopre questo ruolo è subentrata a causa del demansionamento della vecchia RAS al rientro dal congedo di maternità . Tra le altre cose, ci informano che attualmente questa donna non se la sente di rientrare a lavoro. Sappiamo per certo che la lavoratrice demansionata aveva il titolo per ricoprire il ruolo, non sappiamo se si può dire lo stesso della persona subentrata al suo posto.

Alle 2 ore di sciopero hanno partecipato in modo solidale e attivo anche alcune operatrici di Villa Anna, struttura analoga a Villa Margherita in quanto facenti capo allo stesso direttore. Ci raccontano che in quest’altra struttura la situazione è ancora peggiore poichè il contratto Anaste verrà molto probabilmente applicato dato che ad opporsi sono solamente in 4 (a villa Margherita invece i numeri sono ben diversi: 24 persone su 35 totali stanno supportando e attuando lo sciopero).

La scelta di chi sta scioperando ad oggi è stata quella di non coinvolgere chi non ha un tempo indeterminato per cercare di evitare accanimento su chi è più suscettibile al non rinnovo del contratto senza però impedirne la partecipazione spontanea.

L’applicazione di questa tipologia contrattuale si sta espandendo a moltissime strutture di questo tipo, generando in moltissimi altri luoghi lo stesso tipo di prevaricazione istituzionale e disagio delle e dei lavoratori, che anche in un ambito delicato come quello del lavoro di cura dove, ci teniamo a ricordare, spesso è legato alla figura femminile. Le donne vengono poste in condizioni svantaggiose e di difficile gestione poichè si intersecano con le loro vite personali, sommandosi al carico della gestione famigliare e imponendo come sempre più spesso accade, l’impossibilità di scegliere liberamente delle proprie vite.

Sabato 21/12 saremo presenti al presidio davanti a Villa Margherita via Ponte di ferro,9 per sostenere le/gli scioperanti dalle ore 9.30 alle 12.

 

 

 

19 Dicembre 2019

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