MoBasta! Non si può morire in bicicletta. A Modena Critical mass in ricordo di Marco.
Voci dalla città

MoBasta! Non si può morire in bicicletta. A Modena Critical mass in ricordo di Marco.

Ieri a Modena, circa un centinaio di persone ha partecipato alla critical mass, organizzata da Fiab e Ciclofficina Popolare, lanciata a seguito dell’ennesima tragedia stradale che solo pochi giorni fa ha strappato la vita ad un ragazzo minorenne, investito ed ucciso nel tragitto tra casa e scuola.

La biciclettata di sensibilizzazione ha serpeggiato tra le vie cittadine, da via Emilia Centro fino a Largo Garibaldi per poi svoltare verso viale dei Martiri della Libertà, continuare su viale Muratori, raggiungere la stazione piccola, dove veniva bloccato il traffico per qualche minuto con la critical mass che indugiava percorrendo più volte la rotonda (azione efficace visto il notevole disagio creato agli automobilisti in così poco tempo). Il corteo è poi proseguito verso strada Morane e ha raggiunto infine il luogo dell’incidente che ha tolto la vita a Marco Salmi, sulle strisce pedonali tra via Brescia e Arquà. Qui è stata posta una bicicletta bianca in ricordo ricordo di Marco e delle vittime della strada morte sulle bici assieme a tanti messaggi di cordoglio.

Ma cosa rimane in seguito a questo tragico evento? Lo strazio dei parenti e la mole di traffico che si genera ogni giorno a qualsiasi ora, visto che a quanto pare non esiste più “l’ora di punta” nelle vie della nostra città. Questo è stato dimostrato ieri, grazie alla critical mass, che con un esiguo concentramento di biciclette ha messo a dura prova la “pazienza” degli utenti della strada (almeno quelli motorizzati) alle quattro del pomeriggio. Sembra che a Modena le auto siano padrone di tutto, dalla mobilità al sistema produttivo che con i suoi crismi guida lo sviluppo della città. Ovviamente le macchine non sono esseri senzienti e non le troviamo nei palazzi a decidere cosa andranno a finanziare le tasse dei contribuenti. Troviamo altri tipi di macchine, programmate per carburare al massimo ed essere sempre efficienti per oliare qui e là i meccanismi che fanno attrito o sostituire quelli che vorrebbero andare in direzione contraria. Spietati come non mai, seguono le direttive imposte da quelli che li hanno preceduti convinti di creare una città a misura d’uomo senza chiamare in causa l’uomo stesso. Nonostante l’aria tra le più inquinate d’Europa, si fa ancora fatica a concepire la necessità di un cambio di direzione netto e uguale per tutti.

Il “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS 2030)” non ha convito nessuno, il saldo zero sembra ancora una chimera mentre il trasporto pubblico fa acqua da tutte le parti.

Di seguito alleghiamo una piccola intervista al presidente di Modena in bici, Eugenio Carretti che parla della mobilità a Modena.

Pubblichiamo una piccola intervista al Presidente di Modena in bici, Eugenio Carretti che ci parla della situazione della mobilitá a Modena. La biciclettata partita e coclutasi al Novi Park è stata molto partecipata, circa un centinaio di persone sono scese in piazza per manifestare il prorio cordoglio verso la morte sulla strada di un giovanissimo. Si nota la partecipazione di varie realtá cittadine comeCiclofficina Popolare "Rimessa in Movimento" Modena FIAB Modena Ambiente e Bicicletta#modena #criticalmass #manifestazione #mobilitá

Pubblicato da Senza Quartiere su Sabato 11 gennaio 2020

12 Gennaio 2020

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