Il caso Villa Margherita finisce in Consiglio Comunale.
Voci dalla città

Il caso Villa Margherita finisce in Consiglio Comunale.

Ieri sera siamo stati in consiglio comunale durante l’interrogazione proposta dal Movimento Cinque Stelle per quanto riguarda la vertenza di Villa Margherita. Nel merito, l’interrogazione andava a contestare la regolaritá del contratto che è applicato alle lavoratrici della struttura. Questo è il contratto Anaste, ritenuto “pirata” dalle sigle sindacali maggiori, in particolare dalla CGIL.

Il contratto in questione prevede un monte ore settimanale di 38 ore, piú due ore aggiuntive di reperibilitá, non considerate come straordinario ma anzi sottopagate. La questione piú rilevante, tuttavia, riguarda i permessi e il monte ore per malattia, che cala vertiginosamente (da quasi 60 a poche piú di 20). In aggiunta a ció, i primi tre giorni di malattia non sono retribuiti. Quanto possono pesare queste condizioni contrattuali in particolare su operatrici e operatori della sanità che quotidianamente sono a stretto contatto con soggetti sensibili quali gli anziani?

La discussione in consiglio è stata  interessante, fra chi difendeva direttamente gli interessi dell’azienda, stigmatizzando il sindacato con enunciati tipo: “non si possono inseguire gli ideologismi di un sindacato per mettere in cattiva luce un’azienda”, e chi sottolineava la buona condotta della governance nella salvaguardia del lavoro e dei servizi. In mezzo a toni da campagna elettorale spunta anche la voce di una consigliera comunale di Fratelli d’Italia, la quale ha messo in risalto il ruolo delle cooperative nello sfruttamento di lavoratori che molto spesso applicano contratti estranei alla mansione effettivamente svolta sul posto di lavoro.

Abbiamo provato ad intervistare una delle lavoratrici protagoniste della vertenza di Villa Margherita ma a malincuore abbiamo ricevuto un netto no a causa delle possibili ritorsioni che si potrebbero verificare sul luoghi di lavoro.

Infatti, da quando la vicenda è uscita a livello mediatico, all’interno della struttura gli umori sono cambiati e già precedentemente si sono registrate accuse di vero e proprio mobbing sugli operatori da parte dei vertici aziendali.

In ogni caso, a detta delle operatrici, il dibattito seguito all’interrogazione è stato interessante e abbastanza esaustivo anche viste alcune prese di posizione a loro favore. Per quanto riguarda il tavolo di trattativa fra CGIL e vertici di Villa Margherita, avvenuto nella giornata di ieri, non si registrano novità e parrebbe essere finito con un “nulla di fatto”.

Le lavoratrici, nel mentre, continueranno a denunciare i metodi autoritari con i quali è stato imposto, in maniera del tutto unilaterale, il nuovo contratto Anaste. Gli scioperi indetti per domenica 19 e 24 gennaio dunque appaiono confermati (dopo quelli di dicembre 14, 17 e 21) anche perché tutt’ora non si sa ancora quale contratto verrà stato applicato alle lavoratrici e ai lavoratori di Villa Margherita e bisognerà attendere le buste paghe di questo mese per scoprirlo.

17 Gennaio 2020

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