Vertenza Villa Margherita, nota di NonUnaDiMeno sull’applicazione unilaterale del contratto Anaste.
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Vertenza Villa Margherita, nota di NonUnaDiMeno sull’applicazione unilaterale del contratto Anaste.

Tra la fine dello scorso 2019 e l’inizio di questo traballante 2020, come nodo modenese del movimento transnazionale Non Una Di Meno, siamo venute a contatto con le lavoratrici e lavoratori di Villa Margherita, struttura che come si può leggere dal sito, ha come obiettivo l’essere “ punto di riferimento per le famiglie e gli anziani di Modena e provincia che avessero la necessità di un supporto concreto, puntuale e professionale in campo medico e infermieristico”, definendosi come garante di “uno dei migliori servizi di assistenza geriatrica a disposizione sul nostro territorio”.

Sarà giusta questa definizione? Decisamente no.

Se da un lato il servizio offerto non certo dai piani alti della direzione della struttura quanto dalle lavoratrici e lavoratori stessi, di ogni ordine e grado, è veramente notevole, dall’altro manca in maniera marcata la cura e il rispetto delle lavoratrici stesse.

Già da settembre scorso erano comparsi i primi segnali di qualcosa che non andava ed erano partite le prime denunce da parte del sindacato di riferimento delle lavoratrici e lavoratori che ponevano l’attenzione sui primi tentativi di attuare un nuovo contratto, detto “Anaste”, che prevedeva il quasi totale annullamento del riconoscimento della malattia. Già questo dovrebbe far sorridere i più e quanto meno storcere il naso alle persone che sicuramente già avranno collegato il binomio “infermiera malata – anziana contagiata”.

Purtroppo, nonostante l’impegno sindacale, il contratto è stato attuato. Oltre a questo è importante sottolineare alcune mosse attuate sia in passato sia recentemente dalla direzione. Il primo caso riguarda una dipendente che, a seguito di una gravidanza, è stata pesantemente demansionata al suo rientro dalla maternità.

Il secondo invece riguarda una delle educatrici presenti nella struttura che aveva partecipato attivamente agli scioperi che hanno segnato il passaggio nell’anno nuovo.

S. ci racconta che era stata assunta con contratto a tempo determinato, per coprire l’assenza di un’altra collega, anch’essa in maternità. Avrebbe lavorato nella struttura fino al suo rientro, previsto tra settembre e ottobre 2020, o quantomeno questi erano gli accordi presi fino alla firma del contratto. Poche settimane fa, S. si è sottoposta ad un intervento che già da tempo era programmato e ovviamente necessario ed ha iniziato il periodo di convalescenza a casa propria. Tutto bene fino al 26 febbraio, data in cui iniziano ad arrivare a casa delle lavoratrici le lettere con il cambio di contratto (appunto, viene attuato l’Anaste). Tranne a S. che invece si è ritrovata imbucata una lettera di licenziamento, in cui l’unica motivazione annotata era il presunto rientro (continuativo?) della collega già da sabato 29 febbraio.

Tra quanto capitato a S. e la scelta del contratto Anaste, è difficile non vedere un forte collegamento: insomma, alla direzione della villa, maternità e malattia proprio non piacciono e pare che invece sia di loro gradimento delegittimare qualunque forma di sciopero e manifestazione del dissenso da parte delle e degli assunti, arrivando fino a strani licenziamenti giustificati da rientri improvvisi tutti da dimostrare.

Seguiremo con occhio attento l’evolversi della situazione di S., sostenendola nella sua battaglia e denunciando a gran voce la sua storia, ormai simile a quelle di tante altre donne che si ritrovano precarizzate più che precarie, perennemente divise tra lavoro, cura e lavoro domestico, sempre e costantemente obbligate a sostenere i ritmi delle donne lavoratrici in carriera e contemporaneamente l’essere perfette casalinghe e curatrici per sostenere il sistema patriarcale e capitalista che così ci vuole. A tutto ciò noi ci opponiamo, a maggior ragione quando veniamo a stretto contatto con storie come quelle presenti dentro Villa Margherita, che fin’ora ha speculato e giocato con le sue dipendenti

Sorella non sei sola! Sorelle non siete sole!

4 Marzo 2020

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