Nove morti nel carcere di Sant’Anna. Cosa sappiamo a quattro giorni dalla strage?
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Nove morti nel carcere di Sant’Anna. Cosa sappiamo a quattro giorni dalla strage?

A quattro giorni dalla strage del carcere di Sant’Anna sembra fortunatamente che il conto dei morti si sia fermato.

Nove morti, più altri sei ricoverati in prognosi riservata (2 al Policlinico di Modena, 3 all’ospedale di Baggiovara e 1 a Carpi) di cui non si hanno più notizie a parte un ricoverato dimesso e trasferito nel carcere di un’altra città.

Da quanto riportato dalla Gazzetta le vittime conosciute sarebbero tre: Hafedeh Chouchane 36 anni, Slim Agrebi 41 anni, Erial Amadi 37 anni. Come scritto sempre sulla Gazzetta: “sui loro corpi il medico legale inviato dal pm Lucia De Santis non ha trovato alcun segno di violenza visibile. Anzi, per due di loro la causa ipotizzata subito è di overdose da stupefacente. In questo caso, metadone. È la sostanza rubata a litri durante il saccheggio dell’infermeria. Il terzo decesso è invece da chiarire: il detenuto è stato trovato cianotico ed è morto poco dopo. L’incarico all’Istituto diMedicina Legale avverrà al più presto. Perché, ha spiegato il procuratore aggiunto Giuseppe Di Giorgio, l’intenzione della Procura è di fare immediatamente luce sui decessi; successivamente si indagherà anche sulla rivolta e i danni che ha provocato.”

Per altri quattro, invece, l’agonia si sarebbe prolungata per ore durante il loro trasferimento nelle carceri di Parma, Verona, Alessandria e Marino del Tronto (Ascoli Piceno). Di queste vittime si occuperanno le Procure territoriali corrispondenti e non quella di Modena.

Per le altre due vittime, invece, ritrovate entrambe nelle proprie celle privi di vita, sempre secondo le informazioni riportate dalla stampa, si sarebbe trattato di un vago “attacco cardiaco” per un detenuto, mentre per l’altro nessuna ipotesi è stata ancora resa pubblica.

Intanto ieri a Roma si è espresso anche il Ministro Bonafede con queste parole:

Mentre i familiari dei detenuti, dopo quattro giorni, ancora attendevano notizie davanti al carcere sul destino dei loro cari (pare che tutta la documentazione interna al carcere con i fascicoli dei detenuti sia stata distrutta in un incedio), in città prendeva posizione la Camera Penale con un comunicato che denunciava la grave assenza della politica e parlava di fatti che saranno da accertare con il massimo rigore.

Così, mentre il giorno prima la Gazzetta di Modena titolava un suo pezzo (a firma Stefano Totaro) con un generico “sette detenuti morti per overdose di farmaci”, la Camera Penale Carl’Alberto Perroux di Modena ci informava che:

 

Già nei primi giorni di diffusione del Coronavirus, gli avvocati avevano denunciato il rischio di una situazione non gestita, avvertendo come le carceri fossero vere e proprie polveriere e come l’unica soluzione per evitare il peggio fosse quella, quantomeno, di applicare misure cautelari fuori da quelle mura e misure alternative alla detenzione per chi avesse dato buona prova durante l’espiazione della pena.

La paura che si è diffusa negli istituti di pena ha generato violente ed ingiustificabili rivolte da parte di una minoranza di detenuti, che hanno messo a repentaglio la sicurezza dei loro compagni. Queste forme di violenza devono essere condannate sul piano morale e perseguite in termini di legge.

Le uniche informazioni che abbiamo ottenuto su quei fatti sono quelle fornite dalla Polizia Penitenziaria, giacché l’Autorità Giudiziaria (requirente e di Sorveglianza) non ha inteso divulgare notizie di dettaglio sullo svolgersi degli accertamenti.

I morti nelle rivolte del carcere di Modena sono saliti a 9, un numero enorme che lascia sgomenti, ancor di più per il fatto che risulta difficile comprendere come molti di loro siano deceduti nel corso della traduzione o presso l’istituto di destinazione.

 

Anche la politica cominciava ad esprimersi. Il sindaco Muzzarelli ad esempio, dopo la prima dichiarazione di lunedì, si scagliava per mezzo stampa contro dei volanti e delle scritte contro il carcere apparse sui muri della città, affermando di aver mobilitato per cancellarele, al fine di “restituire decoro e dignità alla città” i tecnici comunali del settore lavori pubblici dato che, con le nuove direttive di limitazione agli spostamenti, sarebbe stato impossibile farlo fare alle squadre di volontari. Sempre ieri, inoltre, il sindaco si sarebbe poi espresso per chiedere il ripristino del carcere (semidistrutto dalle proteste) per una questione di sicurezza per la città e per il territorio.

Pian piano dunque, l’alone inquietante di silenzio che aveva circondato questa tragedia nelle primissime ore cominciava a diradarsi. Oltre alla Camera Penale di Modena (qua il comunicato intero) ieri infatti prendeva parola, con un comunicato stampa ad hoc, anche il Gruppo Carcere-Città, il quale scriveva, fornendo anche dati piuttosto precisi:

In questo contesto il coranavirus ha messo a nudo la condizione carceraria, l’ha riportata indietro a prima della legge Gozzini. I fragili vivono in ogni contesto, ma in carcere più che altrove. Lì si assommano povertà, condizioni di solitudine totale, tossicodipendenza, anzianità, malattia mentale e, senza distinzione, un vincolo di totale dipendenza che impedisce l’assunzione di responsabilità.
E così, in una domenica pomeriggio ancora più vuota degli altri giorni è arrivata la rottura, l’andare incontro alla morte non per la libertà, ma per il solo rifiuto di questo vuoto e dell’angoscia che ne deriva.

Il carcere non educa alla responsabilità, già lo sapevamo, ma ci ha fatto molto male vedere tanti giovani alzarsi solo per distruggere, non per tentare di aprire una prospettiva, senza nemmeno una parola da dire, da urlare. E, alla fine, quello che è apparso a noi è stato l’assalto ai farmaci, al metadone, alla morte.

Con tanto dolore dentro non possiamo però tacere le responsabilità di chi consente che le carceri siano sovraffollate o di chi continua a non collocare negli istituti personale dell’area educativa, tra psicologi, criminologi, educatori e operatori della sanità. I dati sono allarmanti: con una capienza regolamentare di 369 posti, al 29 febbraio 2020 erano presenti a Modena 562 detenuti e, al 6 febbraio, quattro funzionari della professionalità giuridico-pedagogica e una sola esperta ex art. 80 O.P. per 38 ore mensili.
A questo si sommano le responsabilità di chi ostacola la fruizione di misure alternative al carcere per chi ne ha i requisiti. Ci sembra inoltre che il Ministro della Giustizia sia impegnato a riaffermare astratti principi di legalità senza niente mettere in campo per favorire quelle azioni rieducative che la nostra Costituzione esige.

A domandare spiegazioni circa il probabile contagio e la diffusione del virus, dopo il trasferimento di centinaia di detenuti in diverse strutture cercerarie della penisola, a chiedere conto di questa decisione dell’amministrazione, ci pensava invece la segreteria del SAPPE (il Sindacato Autonomo di Polizia Penintenziaria) in un articolo sul Resto del Carlino firmato Valentina Reggiani.

Così, mentre persino un paese come l’Iran decide di rilasciare circa 70.000 detenuti per evitare il diffondersi nei circuiti carcerari del coronavirus, il Ministro della Giustizia italiano Alfonso Bonafede scarica tutta la resposabilità dei 15 detenuti morti (ad oggi, 9 a Modena, 4 a Rieti e 2 a Bologna) e del contagio del COVID-19 sulle rivolte.

 

Una breve intervista ad alcune parenti dei detenuti del carcere di Sant’Anna che, fra informazioni discordanti, dichiarazioni della politica e disinformazione dei media mainstream, si trovano da domenica davanti ai cancelli della struttura. Un punto sulla situazione a 4 giorni dalle rivolte che lo scorso fine settimana hanno scosso gran parte degli istituti penitenziari della penisola e fatto tornare alla luce le condizioni inaccettabili (non solo a livello sanitario) di questi luoghi.http://www.senzaquartiere.org/2020/03/12/nove-morti-nel-carcere-di-santanna-cosa-si-sappiamo-a-quattro-giorni-dalla-strage/#rivolta #carcere #Modena #detenuti #intervista

Pubblicato da Senza Quartiere su Giovedì 12 marzo 2020

12 Marzo 2020

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