Insegnare ai tempi del CoronaVirus
Inchieste

Insegnare ai tempi del CoronaVirus

 

“Io sono un’insegnante, primi “privilegiati” a restare a casa pagati lo stesso. Ho dei piccoli grattacapi legati a alcuni colleghi superefficienti che vorrebbero che la preside imponesse a tutti i docenti le loro stesse modalità e tempi di didattica a distanza; io invece sono pessima con la tecnologia: anche se ho perso ore e ore a cercare di risolvere i vari problemi tecnici che mi si sono presentati, non riesco ancora a partecipare correttamente a riunioni online e faccio dei pessimi video casalinghi. ma per questi video casalinghi perdo interminabili ore, rimanendo indietro con i compiti da correggere che nel frattempo mi inviano.

Nel frattempo è facile che nella chat dei genitori stiano impazzando improperi verso di me, non si sa bene perché: dà troppi compiti, ne dà troppo pochi, lavora troppo, non lavora abbastanza… .

Oggi è lunedi mattina, dovrei essere in pari con tutto, invece sono indietro di due lezioni della scorsa settimana e un numero imprecisato di compiti da correggere.

Il mio compagno invece lavora in fabbrica, settore essenziale (confezionamento beni alimentari). L’ho costretto a restare a casa una settimana in malattia quando ho visto l’aumento esponenziale dei contagi a Modena; confidavo, sbagliando, in chi diceva che nell’arco di 10 giorni i numeri sarebbero stati un po’ più contenuti. Lui mi ha poi velatamente accusato di essere, non per la prima volta, la causa della sua futura perdita del lavoro (contratto di tre mesi con agenzia). Sto aspettando le 4,15 per vedere se si alzerà per andare al lavoro, o se la paura del virus avrà la meglio su quella di perderlo. Quale delle due paure vincerà? …Avvincente domanda.

Mi sono divertita a leggere sulla Gazzetta del posto di blocco dell’esercito che hanno messo sulla Canaletto per controllare i “furbetti” della reclusione domestica. Sembra che mi abbiano letto nella mente: sono terrorizzata dal virus e chiusa in casa, ma l’unico desiderio in nome del quale a volte io e mia figlia pensiamo, in modo puramente velleitario, di eludere la reclusione, è quello di andare a trovare i miei genitori. Per andarci saremmo proprio passati da lì, all’inizio della Canaletto.

Il mio compagno si è alzato. La paura di perdere il lavoro ha vinto.”

25 Marzo 2020

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