“Perchè chiudere i servizi per le giovani del consultorio?”
Inchieste

“Perchè chiudere i servizi per le giovani del consultorio?”

 

Mentre le misure di contenimento del contagio investono con sempre più forza le nostre vite veniamo martellati su ogni canale con le retoriche del “andrà tutto bene”, “siamo tutti sulla stessa barca” e simili. Ma siamo davvero tutti sulla stessa barca?

Chiamando il consultorio ti viene risposto che le attività dello spazio giovani come l’erogazione delle ricette, delle pillole e altri contraccettivi gratuite e altri servizi face to face come ecografie e psicologi sono al momento sospesi. Gli unici servizi in questo momento disponibili sono la mediazione culturale in arabo e in inglese solo telefonicamente. Evidentemente non sono giudicati servizi essenziali, o meglio lo sono ma soltanto per coloro che hanno la possibilità di andare altrove e pagarli (e non poco).

Le fabbriche potevano (e in gran parte possono ancora grazie a definizioni di servizi essenziali quantomeno discutibili) restare aperte e continuare a diffondere il virus, ma i servizi necessari e gratuiti rivolti ai giovani (e non solo) che spesso non hanno la possibilità di usufruirne in altro modo vengono ritenute superflue.
Soprattutto in un momento difficile e stressante come questo è necessario garantire a ragazze e ragazzi un supporto psicologico e un’erogazione gratuita di anticoncezionali e di questi servizi perché ancora più della normale quotidianità i giovani necessitano. A maggior ragione per le tante situazioni che vedono quelle poche entrate di giovanissime e giovanissimi, provenienti dal lavoro precario o “sommerso” ridursi o annullarsi completamente.

Anche queste situazioni vanno ad aggiungersi (come se ce ne fosse ancora bisogno) alle dimostrazioni di quanto siano parole al vento i retorici discorsi di cui tanti oggi si riempiono la bocca, inneggianti all’ “insieme ma distanti” per la salute pubblica.
Sacrifici dettati spesso da chi al sicuro nella sua bella casa e assicurato dalle visite private a caro prezzo.
Di contro chi realmente è obbligato a sacrificarsi dovrebbe solo tacere perché si sa, d’altronde, siamo in una situazione d’emergenza no?

25 Marzo 2020

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