Modena ancora sull’arresto in piazzale Redecocca, qualche riflessione a “caldo”.
Contributi

Modena ancora sull’arresto in piazzale Redecocca, qualche riflessione a “caldo”.

Ritorniamo per un attimo sui recenti fatti ripresi in un video dell’arresto in piazzale Redecocca per cercare di abbozzare in qualche modo  alcune prime riflessioni a “caldo”.

Per trasparenza chiariamo che abbiamo parlato con un testimone che ha assistito a gran parte dei fatti che sono successi domenica pomeriggio in centro a Modena. Si tratta di una persona che abita in zona e che conosce alcuni dei protagonisti dell’accaduto. Abbiamo inoltre visionato altri video dell’arresto oltre a leggere i commenti del fratello dell’arrestato sulla pagina facebook di Kamo Modena.

Partiamo col dire che in città si registra da anni un enorme problema di carattere informativo che, col passare del tempo, ha generato veri e proprie zone d’ombra; buchi informativi dove la stampa tradizionale cittadina non era più in grado di arrivare perché disabituata a lavorare in una certa maniera (diversificare le proprie fonti, verificarle, fare domande e qualche volta servire anche chi è governato non sempre e soltanto chi governa altrimenti si fa i pr non i giornalisti!) nella migliore delle ipotesi, o per disonestà acclarata nella peggiore. Di esempi in questo senso ne potremmo fornire tanti, dall’arresto di un cittadino a Carpi durante la visita di Salvini, alle multe di più di 5.000 euro confezionate dalla municipale durante il Modena pride, o quelle date ai senzatetto per l’emergenza coronavirus, dagli scioperi nei distretti industiali della città fino alle centinaia di denunce che, negli ultimi mesi, avevano colpito tanti, troppi lavoratori nella nostra città.

Purtroppo a Modena spesso e volentieri l’informazione cittadina è redatta direttamente negli uffici della Questura, nelle stanze dell’amministrazione comunale o negli uffici stampa dei principali attori economici del territorio, così quando di un fatto cominciano ad uscire fin dalle prime ore diverse testimonianze, anche in video, la versione che si predilige (l’unica presa sempre in considerazione) è sempre e soltanto quella fornita delle veline della polizia. Almeno così era la situazione informativa fino ad oggi pomeriggio (ma potremmo tranquillamente ipotizzare che sarà così anche domani all’uscita dei quotidiani cartacei) con principali siti delle testate locali che parlavano solo intermini di “agenti aggrediti”, di due poliziotti feriti con prognosi di sette giorni e di una persona arrestata con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamenti e lesioni.

Ora non ci sembra utile stare a ricostruire cosa sia successo esattamente domenica pomeriggio in centro a Modena, la persona con la quale abbiamo parlato ci ha riferito di una lite violenta tra due persone (della nazionalità delle due persone non ce ne può fregare di meno, perdonate il francesismo) iniziata in corso Canalchiaro ed interrotta dopo l’arrivo di una volante della municipale. Il ragazzo che verrà poi fermato in seguito sotto casa sua, in piazzale Redecocca ripreso nel video, sarebbe stato colpito con un oggetto e ferito al volto durante la lite. Dunque il ragazzo fermato era già ferito mentre veniva raggiunto da degli agenti sotto casa. Prima due moto della municipale poi altre due volanti della polizia di stato e un’altra pattuglia di municipale, è in questo frangente che comincerà il fermo poi ripreso anche da vari video che circolano sui social network. Il ragazzo viene messa a terra, gli viene spruzzato dello spray al peperoncino e ammanettato. Urla. Escono i familiari e anche altre persone del vicinato che non sembrano gradire l’intervento muscolare della polizia. In molti gridano dalla finestra stupiti e increduli dell’atteggiamento delle forze dell’ordine. Solo una persona suggerisce agli agenti di “ammazzarlo” urlando dalla finestra, più o meno anticipando nella realtà la fogna social che si scatenerà nei commenti sotto gli articoli di giornale di lì a un giorno, dopo che l’acccaduto e il suo racconto diverranno di dominio pubblico. Successivamente arriveranno anche i militari coi manganelli a “contenere” il vicinato. Ai familiari del ragazzo, infine, fino a poche ore fa, non era nemmeno stato detto dove fosse stato stato portato il ragazzo se all’ospedale, in carcere o in cella al commissariato.

Al di là di come siano andate effettivamente le cose ci pare doveroso già oggi provare ad abbozzare una prima riflessione.

È possibile che a Modena si contiui a gestire ogni situazione nell’unica maniera portata avanti dalle istituzioni in questi anni, militarmente e muscolarmente? I problemi sociali così come il disagio e la sofferenza non spariranno magicamente solo perché c’è il coprifuoco e siamo tutti e tutte in quarantena per l’emergenza coronavirus.

Nemmeno un mese fa sono morte nove persone nel carcere di Modena durante una rivolta. Nove morti di cui si sa ancora poco, troppo poco.

Se non capiamo oggi che i problemi sociali ci sono, esistono e che verosimilemnte aumenteranno esponezialmente nei prossimi mesi, se non capiamo che affrontarli esclusivamente con il paraocchi securitario non farà altro che aumentare il caos e la sofferenza che già ci circondano abbondantemente difficilmente si potrà uscire da questa situazione a testa alta.

È un periodo pieno di contraddizioni quello che stiamo vivendo, contraddizioni che, prima o poi, cominceranno a bussare prepotentemente alla porta di tutte e tutti.

 

 

 

 

 

6 Aprile 2020

About Author

admin


ONE COMMENT ON THIS POST To “Modena ancora sull’arresto in piazzale Redecocca, qualche riflessione a “caldo”.”

  1. Condivisibile tutto l’articolo ma soprattutto Avete fatto bene a metterei in risalto l’informazione palesemente di parte della gazzetta e soprattutto i commenti che sono andati ad intasare la fogna social sotto il post