Emergenza pandemia: interviste dal settore alimentare
Cronache virali, Inchieste

Emergenza pandemia: interviste dal settore alimentare

 

Di seguito una doppia intervista a due lavoratrici (che abbrevieremo con M&R) addette alla farcitura dentro lo stabilimento di Italpizza a Sandonnino.

M&R: – L’azienda in cui lavoriamo come risaputo rifornisce di pizze surgelate il mercato nazionale e internazionale soprattutto per quanto riguarda la grande distribuzione. Dall’inizio dell’emergenza non abbiamo notato particolari differenze per quanto riguarda i volumi di merce che stiamo lavorando. C’è da dire che dopo iniziali lamentele l’azienda ha iniziato a fornire protezioni, istituito controlli della temperatura all’ingresso e “per far fronte all’emergenza” si è riorganizzato il sistema dei turni, sono stati istituiti turni di nove ore (un’ora in più rispetto a prima che adesso diventerebbe di straordinario) e un giorno di lavoro in più, anch’esso considerato come straordinario.
Fra colleghi e colleghe c’è chi rifiuta le ore in più di lavoro dato che i turni già prima piuttosto pesanti, ora diventano insostenibili.
Già all’inizio dell’emergenza c’è stato il caso confermato di una persona contagiata al lavoro nello stabilimento e al momento quando andiamo al lavoro non abbiamo modo di sapere esattamente se ci sono stati altri casi, non esiste un’informazione chiara su questo. Consideriamo inoltre che dall’inizio dell’emergenza su 600 lavoratori circa 200 (fra chi utilizza la malattia, chi le ferie) in questo momento sono a casa, possiamo immaginare che ci sia chi sta male per altri motivi, chi cerca giustamente di tutelare e tutelarsi, ma appunto non c’è modo di avere conoscenza dell’entità del pericolo di contagio.

-SQ: Essendo un’azienda che investe molto sull’immagine abbiamo visto sui giornali nelle settimane scorse come “per sopperire all’emergenza” oltre a donazioni di prodotti a diversi enti benefici si promuovessero nuove assunzioni (a tempo determinato) e che a tutti i lavoratori fosse concesso un bonus in busta paga per lavorare durante questo periodo.

– M&R: Questo è assolutamente vero ma è ovvio che si cerca nuova mano d’opera nel momento in cui una grande percentuale di dipendenti si trova a casa. Non possiamo lamentare i 100 euro di bonus in busta paga ma ci chiediamo: era davvero necessario tenere aperto? Quello che produciamo è un bene primario per chi? Non sarebbe stato più sicuro per la comunità chiudere, come oltretutto si fa già abitualmente nel periodo estivo, e riprendere il lavoro con maggiore sicurezza più avanti?

Per quanto ci riguarda, avendo continuato a lavorare non stiamo avendo più difficoltà del solito ad arrivare “alla fine del mese” ma si iniziano a vedere aumenti dei prezzi quando andiamo a fare la spesa.

-SQ: Con le recenti prese di posizione da parte di industriali e rappresentati delle grandi aziende che vogliono “ripartire” e richiedono aiuti economici imponenti come vedete la situazione in futuro?

– M&R: Sembrano avere paura loro di non arrivare alla fine del mese, cosa che per noi purtroppo è la normalità, in realtà cercano e cercheranno di far pagare a noi questa emergenza.

11 Aprile 2020

About Author

admin