#mobastacemento contro la retorica “magica” che parla contemporaneamente di “sviluppo sostenibile del territorio”, di Bretella e Cispadana.
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#mobastacemento contro la retorica “magica” che parla contemporaneamente di “sviluppo sostenibile del territorio”, di Bretella e Cispadana.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del comitato #mobastacemento:

Siamo ormai assuefatti a leggere giravolte politiche di ogni tipo e a sentire discorsi che piegano il significato delle parole alle esigenze del caso, così come siamo assuefatti ad una retorica “magica” che dovrebbe farci dimenticare i fatti: solo pochi giorni fa in una intervista al presidente di regione, coesistevano nello stesso contesto della famigerata “fase 2” lo “sviluppo sostenibile del territorio” e la Cispadana… roba da illusionisti proprio!

Oggi però, nonostante l’assuefazione, la politica locale ci impone una presa di posizione.

Esce infatti il secondo comunicato stampa dei Verdi in pochi giorni (gli stessi che, spariti nel 2014 per poi entrare in Giunta con l’assessore all’ambiente, non hanno fiatato mentre sforavamo ogni giorno i limiti di inquinanti nell’aria, mentre partivano i cantieri di Vaciglio e di Santa Caterina, mentre si prepara la nuova colata di cemento sull’area Ex Vinacce per l’Esselunga ed annessi palazzi…) nel quale esprimono concetti e preoccupazioni estremamente condivisibili e degni di essere sostenuti: dalla inderogabile necessità di riprendere i consigli comunali allo stop alle privatizzazioni, fino, addirittura, al blocco dei cantieri inutili, al ripensare la mobilità (dove fossero quando è stato deciso il PUMS non si capisce però) e “la riconversione di interi segmenti produttivi”.

Restiamo decisamente scettici rispetto ad un partito “ad orologeria” resuscitato da Muzzarelli in persona solo ed esclusivamente per contrastare la “minaccia dei barbari” e raccattare qualche voto nel pieno del boom dei FFF; ma non possiamo non dire di non essere d’accordo con quanto abbiamo letto ed augurarci che alle lettere aperte seguano fatti concreti. Altrimenti, l’idea che si tratti del solito gioco delle parti per blandire chi giustamente chiede un cambio di rotta, non ce la leverà nessuno dalla testa.

Sempre ieri è poi stata pubblicata una interessante intervista all’assessore Bortolamasi, che fa emergere una sostanziale differenza rispetto al predecessore: non vengono infatti nominati i grandi eventi, come il Motor Valley Fest, Notte bianca ed affini. Perché ci interessiamo di questo? Perché l’emergenza covid ha fatto emergere in modo violentissimo e drammatico un problema del quale abbiamo da sempre cercato di parlare, strettamente connesso all’urbanistica: appiattire le politiche culturali su eventi di massa, mordi e fuggi, che portano in città moltissime persone per pochissimo tempo, è qualcosa che non ci potremo più permettere per diverso tempo. Ed è su questa miope visione che si consuma uno dei drammatici fallimenti di questo tempo: la gentrificazione dei centri storici, la città vetrina, la turistificazione che a braccetto con le politiche del decoro, svuota le città di abitanti in favore dei turisti che affollano gli “air bnb” e per i quali spuntano come funghi locali “food and wine” che non possono in alcun modo sopravvivere nella nuova normalità, che vedrà un calo prolungato nel tempo del turismo e una riduzione, anche sana, dei consumi superflui.

Urge insomma una visione differente e ieri per un attimo, ci è parso di intravederne traccia anche a Modena.

Questo però purtroppo non avviene in tutti i settori, e oggi, 1 maggio, ci sentiamo di concludere parlando anche più nel dettaglio del problema molto complesso del lavoro e del reddito.

La rincorsa ad una crescita infinita del PIL (seguendo le volontà di Confindustria) e dei consumi, è esattamente ciò che ci sta facendo sperimentare un numero sempre maggiore di tragedie apocalittiche e dunque il modello sul quale si basa il nostro stile di vita va rivisto, velocemente; non era sostenibile prima e non lo sarà a maggior ragione in futuro, in relazione alla pandemia che stiamo affrontando e, soprattutto, allo spaventoso problema di inquinamento e di cambiamento climatico che ci affligge.E benché questo sia ovviamente un tema che coinvolge pesantemente chi si occupa di welfare, nulla abbiamo sentito in questi giorni da Roberta Pinelli.
Il nostro augurio è dunque che il consiglio comunale si risvegli dal lungo sonno e riprenda a lavorare prendendo coscienza di questi gravissimi problemi e finalmente capisca che occorre una visione, e non rincorrere una ripresa delle vecchie abitudini che ci stanno portando al collasso sociale e sanitario.
Per quanto ci riguarda continueremo a rimanere vigili denunciando e lottando contro una visione miope e asettica di una città vetrina lontana dai bisogni di chi la vive.

Buon Primo Maggio dal comitato #mobastacemento

2 Maggio 2020

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