Modena, di nuovo in piazza contro l’esternalizzazione dei nidi comunali.
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Modena, di nuovo in piazza contro l’esternalizzazione dei nidi comunali.

Una cinquantina di persone armate di cartelli, mascherine e “distanziamento fisico” si è riunita ieri pomeriggio sotto il sole in Piazza Grande, controllata a vista da una jeep di militari, 4 auto della polizia, 3 di carabinieri, una della municipale più una squadra di agenti della digos in borghese annoiata sotto i portici.

Questa l’immagine di ciò che resta della democrazia oggi a Modena. In piazza ci sono le lavoratrici dei nidi comunali, attivisti, semplici cittadini e i resti di ciò che fino a poco tempo fa si sarebbe definita “società civile” e che oggi arranca in città circondata dall’ipocrisia e da uno sfibrante disimpegno.

La protesta, che si sfilaccia e si ricompone come una fisarmonica fra Piazza Grande e via San Carlo per più di due ore, intendeva contestare la decisione della giunta guidata da Muzzarelli di eternalizzare due nidi comunali, decione che, in contemporanea, veniva “rettificata” in un consiglio comunale blindato, chiuso al pubblico (diritto sancito dalla legge) e trasferito per l’occasione dalla sala consiliare del municipio alla ex chiesa San Carlo.

Inizialmente il presidio in Piazza Grande era stato lanciato da Cgil e Cisl Fp ma all’improvviso la singolare decisione di spostare il consiglio comunale, sfruttando l’emergenza coronavirus, dal Comune alla chiesa San Carlo aveva cambiato le carte in tavola. La Cgil si era sfilata annunciando di seguire in diretta via streaming il consiglio comunale, segnale che forse gli accordi per l’esternalizzazione erano già stati presi tutti sottobanco. In piazza ti opponi mentre in streaming ascolti e basta.

Un colpo di mano, quello del cambio della sede consiliare, che non è piaciuto a molti visto anche il trend di questi ultimi mesi nei quali il consiglio comunale si era riunito a singhiozzo o dello stesso sindacato che appare sempre più organico al partito e ai poteri che gli gravitano intorno piuttosto che all’interesse dei lavoratori, sintomi di una “perdita di democrazia” sempre più profonda ed evidente.

Allo stesso tempo, a voler leggere un minimo la situazione, il cuore della partita dell’eternalizzazione veniva messo nero su bianco in due interviste uscite sul Carlino ai dirigenti delle cooperative Gulliver (Ascari) e Domus (De Vico) che si auguravano entrambi l’ingresso delle cooperative nella Fondazione Cresci@mo, la stessa alla quale l’amministrazione comunale era intenzionata ad affidare la gestione dei due nidi estrenalizzati.

 

 

 

 

 

 

Intanto in piazza le domande delle maestre vertevano sulle strutture, su quali dei nidi comunali cioé dovesse calare questa volta la scure dell’esternalizzazione visto che le comunicazione in merito sono ancora tutte avvolte nel più totale mistero. Si vocifera che verranno esternalizzate le strutture con più contratti a tempo determinato ma sono speculazioni, c’è chi dice infine che si saprà qualcosa solo a luglio (era già successo anche in passato) e le lavoratrici dei nidi esternalizzati verranno poste di fronte ad una scelta con poche opzioni a disposizione.

Ciò che è certo è che Modena, dopo la giornata di ieri, ha imboccato definitivamente la via opposta rispetto a Bologna dove, con l’emergenza coronavirus, è stata presa la decisione di re-internalizzare i nidi e le scuole per l’infanzia.

Business First.

 

 

 

29 Maggio 2020

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