Rider modenesi nuovamente in agitazione: primo incontro dopo il lockdown
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Rider modenesi nuovamente in agitazione: primo incontro dopo il lockdown

Ieri pomeriggio in Largo Garibaldi, si è svolto un primo momento di incontro di RidHertz, piattaforma autorganizzata di lotta dei riders modenesi, nata dall’esperienza dello sciopero del 1 maggio.


Una dozzina di ragazzi, lavoratori delle diverse aziende di food delivery, parlano di un netto peggioramento delle condizioni di lavoro dall’inizio del lockdown.
Abbassamento del pagamento a consegna, infortuni, danni alla strumentazione dovuti al mal tempo ed infine clienti non educati o addirittura razzisti. Con un calo degli ordini vertiginoso, dettato dalla riapertura dei locali e dalle belle giornate, la “vita da rider” è lontana da quella promessa da chi sponsorizza la propria azienda negli spot pubblicitari.

Se il mercato modenese, negli ultimi anni, è cresciuto in maniera costante, grazie al lockdown, i grafici delle assunzioni sono schizzati alle stelle. Questo ha permesso alle multinazionali del food delivery di poter rispondere alla domanda di consegne a costi a loro estremamente vantaggiosi. Di contro i rider non hanno un minimo garantito, alcune aziende lo hanno ridotto o addirittura eliminato durante il boom lavorativo del lockdown. Un altro fattore a sfavore dei lavoratori, ci spiegano i rider, è che dato l’elevato turnover dettato da nuove assunzioni e dall’alto numero di lavoratori si crea una concorrenza serrata tra loro visto il numero esiguo di slot che vengono aperti durante la settimana e non tutti hanno la possibilitá di prenotare la sessione da loro desiderata.

In particolare viene denuciato che se durante il lockdown un rider poteva lavorare per 40 ore settimanali ora è grasso che cola se ne lavora 4. Un fattore decisivo è il rating che viene assegnato per valutare l’affidabilitá del lavoratore. Se rifiuti un ordine, se ti cancelli da una sessione o se si ricevono recensioni negative da parte di clienti e ristoranti, questa valutazione cala e rende praticamente impossibile poter prenotare ore.
Quindi la retorica della flessibilitá e del “lavora quando vuoi” risuona come un disco rotto alle orecchie dei rider che si vedono costretti a sottostare a regole d’applicazione per risultare più appetibili agli occhi delle multinazionali.

Di seguito alleghiamo l’intervista fatta ad un rider.

Pubblichiamo l' intervista di un rider modenenese, facente parte della piattaforma autorganizzata RidHertz Modena. Questo è stato il primo momento di confronto dallo sciopero del 1 Maggio.#rider #modena #gigeconomy #lockdown #fooddelivery

Pubblicato da Senza Quartiere su Venerdì 26 giugno 2020

26 Giugno 2020

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