Si apre il nuovo anno scolastico in tempo di covid: student* in piazza
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Si apre il nuovo anno scolastico in tempo di covid: student* in piazza

student* piazza torreNella giornata del 25 settembre, sì e tenuto in piazza Torre un presidio organizzato da Azione studentesca Libera (Carpi) e Jeunesse Engagée (Modena).
Un presidio che si inserisce nelle due giornate lanciate a livello nazionale contro la gestione della didattica in questo 2020 segnato profondamente dal coronavirus.

Hanno parlato ragazzi e ragazze delle scuole superiori di Modena e Carpi, con la partecipazione di qualche studente da Reggio Emilia, ed i temi trattati tornavano sempre sulla critica ad un sistema che vuole la scuola sempre per ultima, sempre più impoverita, sempre dimenticata dalla governance nazionale.
Problemi come la gestione della D.A.D (didattica a distanza), il rientro in aula fatto in fretta e furia con norme imprecise, la condizione estremamente precaria di docenti e personale ATA, la mancanza di spazi adeguati in cui svolgere lezione e di dispositivi di protezione individuale, l’inadeguatezza del servizio di trasporto pubblico.

Si sono attribuiti i “meriti” di questi problemi all’attuale ministero dell’istruzione sotto la dirigenza della Azzolina ma da più voci è emersa una critica a come da decenni si continui ad investire, aiutare, prediligere quei settori che producono profitto a scapito “di quelli che in apparenza sono solo spese” come l’istruzione e la sanità. Dalla piazza di ieri si e chiesta a gran voce un istruzione degna e accessibile, con i giusti strumenti per tutt*, ma soprattutto una scuola che scelga di mettere al centro studenti e docenti lasciando fuori le logiche di profitto.

Di seguito riportiamo il comunicato di Azione studentesca libera:

“Stamattina siamo andati a Modena e abbiamo partecipato alla manifestazione in Piazza Torre, in occasione delle due giornate di mobilitazione studentesca nazionale del 25 e 26 settembre, insieme al collettivo studentesco modenese Jeunesse Engagée.

Abbiamo sottolineato come la logica del profitto applicata dal governo, che mette il guadagno prima delle vite umane, ha portato il sistema scolastico nella crisi più profonda. In tutta Italia mancano banchi, aule, personale ATA, e soprattutto decine di migliaia di professori. Inoltre, molte classi sono sovraffollate, con più di trenta studenti per classe. In alcuni istituti gli studenti hanno dovuto spostare i loro banchi in corridoio o addirittura accanto alle finestre fuori dall’aula per poter mantenere il distanziamento.

Ma questa non è una novità. Già da decenni i governi tagliano fondi all’istruzione e alla sanità per una ragione o per un’altra, ignorando completamente le conseguenze e provando ad aggiustare tutto con le solite “riforme”, una peggiore dell’altra, tra cui ricordiamo la tanto amata “buona scuola”.

Quando è arrivata la pandemia, il sistema scolastico è stato completamente travolto. La gestione dell’emergenza da parte del ministro Azzolina ha peggiorato ulteriormente la situazione. Le linee guida sono arrivate in ritardo e gli istituti sono stati lasciati da soli.

Siamo scesi in piazza perché vogliamo una scuola che metta al centro gli studenti e i professori, non il profitto, e che fornisca a tutti gli strumenti adeguati per studiare in sicurezza e proteggersi dal virus. L’educazione dovrebbe essere un diritto per tutti, non un privilegio di pochi!
Potere agli studenti! Priorità alla scuola!”

26 Settembre 2020

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