“Siamo tutte/i colpevoli di sciopero” La manifestazione nazionale a Modena contro la repressione.
Primo piano, Voci dalla città

“Siamo tutte/i colpevoli di sciopero” La manifestazione nazionale a Modena contro la repressione.

Si è svolta sabato, in un pomeriggio soleggiato di inizio autunno, la manifestazione nazionale contro la repressione antioperaia in atto a Modena. In città infatti, si contano già 477 imputati tra operai, sindacalisti e solidali per gli scioperi che hanno interessato il territorio modenese; senza contare fogli di via, avvisi orali, l’irruzione nella sede sindacale del Sicobas, arresti illegali e violenze poliziesche.

La manifestazione parte puntuale, alle 14.30 per arrivare, mantenendo le dovute distanze di sicurezza anti-Covid, in piazza, la Questura di Modena infatti ha negato ogni richiesta di corteo e ha concesso solo un presidio statico in Piazza Grande. C’è polizia in  borghese ovunque, praticamente in ogni angolo del centro della città, anche lontano dai luoghi della manifestazione, dal concentramento in largo Sant’Agostino a Piazza Grande.

Col virus che sta rialzando il numero dei contagi un po’ in tutta Italia occorre attenzione e i partecipanti, anche con l’aiuto del servizio d’ordine del Sicobas hanno tutti la mascherina. I numeri, fortunatamente in questo senso, non sono quelli delle grandi occasioni (forse mancano pezzi di città che ancora una volta non hanno capito cosa stia succedendo a Modena) ma consentono tranquillamente di riempire una piazza non proprio piccola come Piazza Grande circondata in ogni lato da forze dell’ordine in assetto antisommossa.

Qua sono tanti gli interventi che si susseguono e che parlano di repressione, si spazia dai NoTav alle attiviste di Black Lives Matter, dai lavoratori e i delegati colpiti dal maxiprocesso sugli scioperi nel modenese ai lavoratori e alle loro lotte sparse per tutta la penisola.

Gli interventi dal palco dureranno fino alle sei e mezza, mentre un gruppo di manifestati si recherà in serata a portare la propria solidarietà ai detenuti del carcere di Modena dove a marzo morirono 9 persone nel silenzio più totale.

Riportiamo qua di seguito il comunicato del SiCobas e il commento alla manifestazione del Consiglio Popolare concentrato sulle provocatorie dichiarazioni del sindaco Muzzarelli alla vigilia della manifestazione:

 

UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA E DI ORGOGLIO OPERAIO

Una piazza stracolma di migliaia di lavoratori e solidali oggi ha ribadito ancora una volta e con ancor più forza che scioperare non è un reato e che i piani repressivi orditi dai padroni, dal potere politico e dai bonzi sindacali di Cgil-Cisl-Uil trovano e troveranno una resistenza diffusa e decisa, sia sui luoghi di lavoro, sia sul territorio modenese ed emiliano.

Moltissimi interventi di lavoratori e delegati colpiti dal maxiprocesso, di lavoratori del SI Cobas venuti da altre città a portare il loro sostegno militante e tantissimi solidali (dai disoccupati ai NoTav, da Black Lives Matter alle Brigate di solidarietà, dall’Adl Cobas a SGB, fino alle soggettività politiche e sociali aderenti al Patto d’Azione) hanno evidenziato come la manifestazione di oggi non sia semplicemente un’iniziativa di solidarietà su un singolo, per quanto gravissimo, episodio repressivo, bensì siano parte di un percorso di lotta unitario e generale che è partito dal contrasto all’uso capitalistico dell’emergenza-Covid.

La grande manifestazione di oggi è per noi (e non solo per noi) una tappa di quel percorso ampio e unitario che è stato lanciato con l’assemblea del 27 settembre a Bologna.

E’ stata anche un momento di slancio verso lo sciopero nazionale per il rinnovo del contratto della logistica, di cui nessuno più parla e che evidentemente dipende da noi rendere di nuovo attuale ed urgente, che si terrà il 23 ottobre e porterà a una grande giornata di lotta in tutte le città il prossimo 24 ottobre.

C’è ancora tanto da lavorare e da lottare, ma la partecipazione di massa alle iniziative di queste ultime settimane può farci affermare che esistono le condizioni per aprire davvero una pagina nuova nella storia del movimento proletario del nostro paese.

SI Cobas nazionale

 

Il commento del Consiglio Popolare:

Il corteo dunque c’è stato: bello, ricco, colorato. Soprattutto “civile” , qualsiasi cosa avesse voluto esprimere con quel termine la mente confusa di Muzzarelli, che prima del corteo aveva invocato la “civiltà ” come se a Modena stessero calando i barbari. Le parole rivelano molto di chi le pronuncia: se ti auguri pubblicamente una manifestazione “civile”, stai dicendo tra le righe che quelli che scenderanno in piazza sono abbastanza “incivili”; e siccome sono prevalentemente proletari e stranieri, è evidente qual è il miserabile confine della tua idea di civiltà: operai-poveri-stranieri sono una minacciosa invasione, se escono dai loro stabilimenti e si danno visibilità.Le frasi di Muzzarelli che hanno provato a spaventare i modenesi prima del 3 ottobre, sono degne di un sindaco leghista. Speriamo che tutte quelle bandiere rosse sventolate sotto il suo naso, gli abbiamo almeno rovinato il weekend.

 

5 Ottobre 2020

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