Siamo stati in Piazza Grande ieri alla protesta contro le chiusure, ecco cosa abbiamo visto.
Voci dalla città

Siamo stati in Piazza Grande ieri alla protesta contro le chiusure, ecco cosa abbiamo visto.

Nella sera di lunedì, in contemporanea con numerosissime piazze in tutta Italia, anche a Modena si sono dati appuntamento circa un paio di centinaia di commercianti, principalmente appartenenti al settore della ristorazione ma con numeri non indifferenti anche dal settore delle palestre, tutti comunque in opposizione alle nuove regole imposte dall’ultimo dpcm del governo.

Nonostante l’organizzazione promotrice della manifestazione avesse pubblicamente disdetto nei giorni scorsi la mobilitazione dopo aver ottenuto un tavolo col sindaco, la piazza si è riempita ugualmente già prima delle 18:00.

Gli slogan e gli argomenti sollevati al microfono vertevano principalmente sulla necessità di lavorare, sulle difficoltà economiche che si trovavano ad affrontare le piccole imprese già messe in difficolta dalla crisi economica, sulla mancanza di aiuti economici elargiti con continuità, sui ritardi estremi nelle casse integrazioni dei dipendenti e sulla la necessità di sospendere tassazioni e costi degli affitti.

Siamo lontani dalle piazze di questi giorni in cui si potevano leggere cartelli chiari come ad esempio: “se ci chiudi ci paghi” o “senza soldi non si va avanti”.

Nei principali interventi, infatti, sembrano rimanere piu ai margini alcune problematiche emerse con forza nelle mobilitazioni avvenute in altre città in questi ultimi giorni: questioni come la necessita di forme di reddito o di salario che permettano di non risvegliarsi poveri per via delle chiusure totali o parziali attuate dal governo. Queste tuttavia, sebbene non sotto forma di interventi, compariranno nelle parole dei vari capannelli di persone scese in piazza ma rimaste più ai margini.

A un primo sguardo sulla piazza non si riece a non notare come siano presenti tutte le rappresentanze di partiti e organizzazioni di destra (terra dei Padri compresa) anche se nessuna di esse prenderà direttamente la parola.

La manifestazione si svolgerà poi in una successione di interventi estremamente variegati, e ci sarà solo un momento di rottura quando, ormai alla fine, un gruppetto di manifestanti, fra i quali alcuni riconoscibili come vicini all’estrema destra cittadina (Terra dei Padri) inizierà a intonare slogan quali “siamo tutti italiani”, raccogliendo solo lo sdegno del resto della piazza, di buona parte degli organizzatori stessi e il conseguente allontanamento.

Da segnalare il quasi immediato e previsto endorsement di Bonaccini che parlerà di protesta legittima adducendo la responsabilità al governo centrale: “Secondo noi era meglio chiudere i centri commerciali il sabato e la domenica dove si affolla tanta gente che ristoranti, teatri, cinema e palestre che rispettavano le regole”.

Se c’è un dato emerso chiaramente dalle numerose piazze di questi ultimi giorni è che al netto delle differenze che paiono esserci fra un territorio e un’altro, rimane il fatto concreto che a quasi un’anno dall’inizio dell’emergenza pandemica, in un momento in cui i contagi (e purtroppo i decessi ) tornano ad attestarsi su numeri preoccupanti, la retorica dell’ “andrà tutto bene” sembra essere morta e sepolta per settori sempre maggiori della popolazione, pure fra quelli più “coccolati” nelle campagne elettorali delle governance degli ultimi anni.

27 Ottobre 2020

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