Modena: più di 200 persone solidali con la Palestina
Voci dalla città

Modena: più di 200 persone solidali con la Palestina

Dopo la recente escalation del conflitto Israelo-Palestinese in molte parti del globo si sono organizzate mobilitazioni a favore della causa palestinese, solo in Italia si contano 50 manifestazioni tra cui quella modenese(16/05/21).

Anche Modena scende in piazza contro l’indifferenza e la disinformazione su un conflitto che si protrae da più di cinquant’anni.

Gli ultimi spargimenti di sangue, i bombardamenti degli obbiettivi civili, fanno parte del processo di eradicazione delle persone che vivono i territori occupati dallo Stato Israeliano. Questa politica è stata velocizzata e sta causando molte vittime innocenti.

Quindi più di 200 persone si sono concentrate in Piazza Torre durante tutta la mattina e come nel resto del territorio i più giovani, (le seconde e terze generazioni tanto criticate in altre piazze, sintomo di islamofobia) hanno contraddistinto la manifestazione portando in strada la loro rabbia verso l’indifferenza e la complicità delle istituzioni che permettono di arricchire i soliti industriali, stringono accordi politici e commerciali che legittimano a protrarre le atroci politiche di apartheid portate avanti dallo Stato Israeliano.

Qui sotto lasciamo il comunicato degli organizzatori del presidio e qui l’intervento di una ragazza che racconta la sua esperienza verso il conflitto.

 

CONTRO IL SILENZIO, L’INDIFFERENZA E LA DISINFORMAZIONE
“Il popolo palestinese esiste, che piaccia o non piaccia a Nethanyau. Gente che ha diritto ad avere la propria terra e la propria dignità. I bambini hanno diritto ad avere un loro futuro e invece sono trattati come nemici.” (Moni Ovadia)
Un suggerimento ai giornalisti che raccontano quello che succede in Palestina:
1) Status quo: Occupazione / Apartheid / Gaza sotto assedio sono violenze contro i palestinesi.
2) Israele intensifica oppressione e colonizzazione attraverso sfratti / soprusi / sparatorie.
3) Alcuni palestinesi rispondono con la violenza.
4) Israele “risponde” con massacri.
Se inizi a raccontare dal n. 3, stai fuorviando il tuo pubblico.
Non sono bastate le ultime risoluzioni di condanna rivolte dall’ONU al governo d’Israele inerente alla violazione di diritti del popolo palestinese, per far comprendere all’opinione pubblica occidentale ed in particolare ai suoi giornalisti e politici, la grave situazione di Gerusalemme e dei territori occupati. In gioco non c’è una situazione di matrice religiosa legata al ramadam ma il diritto di un popolo, che anche a causa dei governi integralisti capeggiati dalla destra israeliana, viene sempre più estromesso dal loro diritto di poter vivere in Palestina. In Palestina da troppo tempo è in atto un’operazione di pulizia etnica in regime di apartheid. Ulteriore conferma è l’aver impedito le libere elezioni palestinesi a Gerusalemme Est e di poter accedere liberamente ai vaccini o cure mediche contro la pandemia da Covid19.
“Quello che sta succedendo in Palestina, non è un evento passeggero o una reazione al tentativo di evacuare il quartiere di Sheikh Jarrah – spiega il giornalista palestinese Bassam Saleh – è la rivolta del nostro popolo a Gerusalemme, in Cisgiordania come a Gaza, contro la giudaizzazione, l’embargo, la confisca delle terre, l’umiliazione quotidiana ai posti di blocco e il tentativo di separare questi territori dal resto della Palestina. Per non parlare poi della voluta e provocatoria profanazione di Al-Aqsa e i tentativi di convertirla in un luogo di culto ebraico. È una ribellione nazionale per tutti i palestinesi contro un’entità coloniale di insediamento e coloni terroristi. E’ una rivolta dell’accumulo delle lotte dei prigionieri, delle sofferenze dei profughi, della privazione dei diritti del nostro popolo”.
Come fermare questa nuova ondata di violenza e impedire massacri?
– Occorre impiegare tutti gli strumenti politici, diplomatici e di diritto internazionale per fermare l’espropriazione e la demolizione delle case a Gerusalemme Est;
– Esigere dal governo israeliano la rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono le elezioni libere e regolari in Cisgiordania, Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza, come previsto dagli accordi di Oslo, firmati dalle parti;
– Sostenere e assistere l’Autorità Nazionale Palestinese per l’organizzazione e la realizzazione del processo elettorale, evitando ulteriori rinvii; a questo scopo, inviare osservatori internazionali neutrali;
– Continuare ad agire in sede ONU per un immediato riconoscimento dello Stato di Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, per permettere ai due Stati di negoziare direttamente in condizioni di pari autorevolezza, legittimità e piena sovranità.
Presidio organizzato da: Potere al Popolo Modena, Partito della Rifondazione Comunista Modena, Partito Comunista Italiano Modena

 

16 Maggio 2021

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