Anche Modena c’è qualcuno che non rimane affatto indifferente all’aggressione militare turca al Nord della Siria e ai bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile di Afrin.

La guerra sporca scatenata da Erdogan da quasi due mesi contro i curdi della Federazione Democratica della Siria del Nord, meglio nota come Rojava, ha potuto contare finora sul silenzio tombale della comunità internazionale. Addirittura solo pochi giorni fa la Commissione Europea ha stanziato ulteriori fondi al governo turco per la gestione dei profughi dalla Siria nell’ottica dell’esternalizzazione dei confini. Nonostante i bombardamenti sulla città di Afrin (800.000 civili!) non risparmino nemmeno gli ospedali, nessuna voce critica si è levata ancora ufficialmente contro il secondo più numeroso esercito della NATO; affari e interessi che, come al solito, vengono molto prima dell’incolumità delle popolazioni civili.

Un silenzio complice interrotto soltanto dalle molteplici manifestazioni popolari, taciute dalla stragrande maggioranza dei media, che si sono tenute in moltissime parti d’Europa e in numerose città italiane denuncianti, fra l’altro, l’inquietante collaborazione tra l’esercito turco e le bande jihadiste di ciò che resta dell’Isis.

Anche in città, a Modena, ci sono state delle proteste comunicative, ignorate puntualmente dalla stampa locale, che tentavano di richiamare l’attenzione verso una situazione che rischia seriamente di trasformarsi in un nuovo massacro, un crimine contro l’umanità.

Il silenzio dell'Unione europea è complice del massacro del cantone di Afrin!Sulla Federazine della Siria del nord la Turchia islamista e corrotta dalla dittatura di Erdogan sta attuando una pulizia etnica che vuole eliminare l' unico esperimento di convivenza pacifica in medio Oriente e di libertà per le donne!L'italia come membro nato e membro dell'unione europea ha il potere di dire stop a questa guerra.Lo stato italiano fornisce aerei che in queste ore stanno bombardando le vie di uscita dalla citta ed armi alla Turchia che usa bande jihadiste di al-Qaeda che saccheggiano, devastano e stuprano.Nessuna pace per chi esporta guerra!Rompiamo il silenzio sul genocidio di Afrin!Sabato manifestazione cittadina alle ore 16 in piazza Torre#erdoganTeroristaAssassino#WomanSpeakUpForAfrin#DefendAfrin#bijiYPGYPJ#bijiSoresaRojava

Pubblicato da Spazio Guernica su Mercoledì 14 marzo 2018

 

Nell’attesa della manifestazione #DefendAfrin, infatti, che si terrà questo sabato in Piazza Torre a Modena, abbiamo avuto rispettivamente uno striscione calato da una finestra del Comune (nel video) da alcuni attivisti dello spazio sociale Guernica nella giornata di mercoledì e un presenziare in Consiglio comunale con tanto di cartelli e striscione nella giornata di giovedì.

In questa seconda occasione, come denunciato dalla pagina Facebook dello Spazio Guernica, c’è da registrare l’intervento della Digos durante un Consiglio comunale: “Oggi siamo andati in consiglio comunale contro il silenzio perpetrato dalle istituzioni da quando sono iniziati i bombardamenti su Afrin. Chiediamo che se ne discuta e che anche Modena prenda una posizione chiara e netta in solidarietà al popolo curdo e contro i bombardamenti di Erdogan. Appena arrivati in consiglio comunale DIGOS e polizia municipale hanno presenziato all’ interno filmando tutt* noi e una volta conclusa la contestazione hanno iniziato le inutili provocazioni chiedendo i documenti a diversi attivist* palesando ancora una volta il clima fascista e repressivo dello stato italiano.” Una presenza alquanto insolita quella della Digos in Consiglio comunale se si considera che il presenziare ai consigli comunali con dei cartelli è assolutamente normale e non viola alcuna norma ma che pare non essere affatto infrequente a Modena. Era già accaduto anche nei giorni immediatamente successivi allo sgombero dell’Ex Cinema Olympia, come se in questura ci fosse un particolare occhio di riguardo rispetto ai contenuti che posso essere o meno portati all’attenzione del Consiglio comunale.

Infine, a margine di queste manifestazioni, occorre prendere nota di una rinnovata effervescenza dell’ambiente universitario modenese, per il quale un paio di scritte contro Erdogan, apparse sui muri della nuova sede di Scienze chimiche e geologiche, si sono subito trasformate nell’argomento principale del dibattito per le imminenti elezioni universitarie. Frizzantezze tipiche delle campagne elettorali di questi tempi.