Riceviamo e pubblichiamo da rapportovertov.

“Gli avvenimenti delle ultime settimane hanno favorito una riapertura dello spazio pubblico – uno “spazio vuoto con scintille” – che da più parti suscita una reazione di angoscia medievale.

La popolarità del comitato #mobastacemento e dell’occupazione dell’ex cinema Olympia ci consegnano una situazione che richiederebbe coraggio, immaginazione, capacità di esplorare la nuova frontiera del tempo in cui viviamo, con tutte le sue contraddizioni.

Tempi caratterizzati dall’urgenza di ripensare il rapporto tra investimenti, lavoro e salute, soprattutto in una città eccezionalmente inquinata; tempi che ripropongono con forza l’emergenza dell’abitare, soprattutto in una città eccezionalmente sfitta e sfrattata; tempi che comprimono lo spazio pubblico tra l’abbandono dei quartieri all’economia informale e le politiche per il decoro.

Al contrario, come accade ai bambini quando si imbattono in una realtà che non obbedisce ai loro desideri, una parte della città sembra voglia darci dentro con la coazione a ripetere, la ripetizione all’infinito delle proprie formule magiche e animistiche, come se i fatti non stessero esattamente lì a conclamarne l’insufficienza.

Proprio in rapporto ai temi della trasformazione urbana, Silvia Sitton ha recentemente segnalato come alla mistica della convergenza tra l’interesse privato e il bene pubblico, sia davvero giunto il momento di contrapporre un atteggiamento minimamente più razionale, ricavando dalle esperienze di cohousing, ecovillaggi e occupazioni a scopo abitativo un’elaborazione più congrua rispetto agli automatismi dell’economia politica.

Ma è proprio questa dimensione contemporanea, esplorativa e responsabile a causare gli attacchi di panico e la reazione meccanica del ceto politico e di qualche giornale.

Bisogna tornare a parlare solo di sicurezza, legalità, eccellenze enogastronomiche, tutte discipline nelle quali a Modena si è già espresso un prodigioso talento per la rimozione dei problemi reali. Bisogna tornare a parlare di polizia e marketing.

E la politica dove sta? Al momento la danno in gita al “Resto del Carlino”, dove da qualche giorno il sindaco sfrutta l’estenuazione dei cittadini che vivono nei quartieri difficili (e che fino all’altro ieri venivano invitati a farsi curare), l’assessore Bosi gli corre in braccio il reparto giovani di Forza Italia che dice cose.

Quello che probabilmente sfugge a questa allegra comitiva, è che la richiusura dello spazio teorico e politico ossigenato dagli avvenimenti delle ultime settimane coincide con il soffocamento della città.

Che poi lo sanno, si stanno tutti misurando con il proprio ritardo, cercando di sfruttare la situazione, impostando strategie, esattamente come fanno i sodali di una grande abbuffata o il bambino di Freud con la coazione a ripetere, che se proprio devono farsi male preferiscono farselo da soli.”