Non lo ricorderemo mai abbastanza; la mattina dell’11 maggio 2016, con un operazione militare in grande stile che circondò un interno isolato del centro di Modena, vennero sgomberate in un sol colpo: l’occupazione abitativa di via Bonacorsa, l’ex Caserma Sant’Eufemia, l’ex Deposito Carcerario Autogestito e la Palestra Popolare Riot. Tutti edifici ancora vuoti, murati e abbandonati. L’unica eccezione la faceva l’ex Caserma Sant’Eufemia, vuota e murata anch’essa ma presidiata notte e giorno da un’auto della vigilanza privata Security Services Di Tullio.

Dal nuovo anno sembra che questa presenza, di guardia 24 ore su 24 a un edificio vuoto, sia sparita del tutto.

Davanti al portone dell’Ex Caserma non vi è più nessuno, né macchine né vigilantes, ormai diventati parti integranti del luogo, tra il bar e la piazzetta adiacente, Sant’Eufemia.

Sparita la vigilanza rimangono le domande. Tante.

L’ex Caserma Sant’Eufemia è di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti una società per azioni controllata per circa l’80% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e per il restante 20% da diverse fondazioni bancarie. Denari per la maggior parte pubblici dunque. La sua funzione, in teoria, dovrebbe includere il sostegno agli enti pubblici e la gestione del patrimonio immobiliare. La prima domanda che ci poniamo dunque è che senso abbia avuto pagare profumatamente un’agenzia privata per fare la guardia h24 ad un edificio vuoto per tutto questo tempo.

La domanda, per quanto banale, assume tutto un altro contorno se si fa una rapida stima della cifra spesa. C’è chi parla di 20.000 euro al mese pagati alla S.S.D. S.r.l. “Security Services Di Tullio”di Salerno per il servizio di “guardaportone” a difesa di una proprietà privata completamente vuota e abbandonata. Se calcoliamo i giorni trascorsi da quel famigerato 11 maggio 2016 al 1 gennaio 2018 otteniamo la bellezza di 600 giorni puliti puliti. Calcolando che il servizio di vigilanza è stato attivo 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, con un solo addetto per turno possiamo calcolare facilmente 14.400 ore di lavoro da retribuire da allora. Se ipotizziamo una paga oraria base di 7 euro lordi all’ora otteniamo all’incirca una spesa di 98.000 euro. Ma queste sarebbero solo le paghe per i lavoratori e non certo le commesse per l’agenzia. Ad esempio, nel 2014 a fronte di paghe orarie di circa 3 euro l’ora Coopservice era pagata dall’Ateneo di Bologna circa 14,90 euro l’ora Iva esclusa e, con una commessa di questo tipo, in questo caso, si supererebbero facilmente i 200.000 euro. Una discreta cifra se consideriamo un “servizio” bollato da più parti come completamente inutile. Una cifra vergognosa se considerata come una risorsa idealmente sottratta alle ipotesi di housing sociale (proposte dal collettivo Guernica a seguito degli sgomberi) e al problema abitativo in città. Una cifra che raddoppierebbe tranquillamente, arrivando a 400.000, se fossero vere le voci dei 20.000 euro al mese pagati alla S.S. Di Tullio.

Ma non è finita qua perché altre voci parlano insistentemente di vigilantes rimasti da qualche mese senza stipendio. Basta un’istantanea ricerca su Google per scoprire che il titolare dell’agenzia di vigilanza privata Security Services Di Tullio, Domenico Di Tullio (solo omonimo dello scrittore-militante di CasaPound) andrà a processo con l’accusa di estorsione consumata ai danni di cinque suoi ex dipendenti, come si può leggere in questo articolo del quotidiano la Città di Salerno.

Voci, solo voci, ma molto verosimili. Sono i silenzi però quelli che interrogano maggiormente in questa vicenda e soprattutto dopo la repentina scomparsa dei vigilantes davanti al portone dell’Ex Caserma Sant’Eufemia.

Gli sgomberi del maggio del 2016 furono una pagina vergognosa nella storia recente di Modena e una frattura profonda del tessuto sociale cittadino. Violenza, cattiveria e ferocia istituzionale tali che difficilmente si sarebbero  creduti ipotizzabili in una qualsiasi città della provincia emiliana.

Da allora la presenza di quest’agenzia di vigilanza privata davanti al portone dell’Ex Caserma è stata ben visibile e più volte denunciata, peccato che nessuno abbia mai provato a porre alcuna domanda circa l’utilità o il costo di questa sorveglianza speciale ad un portone chiuso e sigillato.

Nessuno. Non un giornalista (solitamente sempre in cerca e molto attenti agli sprechi della cosa pubblica) ma nemmeno alcuna forza politica che si sia chiesta perché si sia dovuto spendere una cifra X, all’agenzia che conosciamo per un servizio come quello osservato in questi venti mesi. Nessuno.

Forse per quieto vivere e per non dover riaprire in alcun modo il capitolo di una vicenda che in città nessuno vuole affrontare, quello di uno sgombero di occupazioni abitative che avevano tanto da dire in termini sociali e politici, sulla città, sulle riqualificazioni, sul riutilizzo degli spazi abbandonati ma anche sulla solidarietà, sulla sostenibilità, sulla cultura e su un ipotesi differente di futuro.

Ad un mese dagli sgomberi che hanno coinvolto i nostri progetti di lotta, proponiamo un estratto della conferenza sul clima tenutasi in Ex Caserma nel periodo dell'occupazione dello stabile. Si tratta della canzone partigiana "Bella ciao". L'11 maggio, Modena ha visto andare in scena un vero e proprio attacco al cuore della città partigiana e solidale. Spaventati dalla credibilità del progetto politico di lotta per la casa, volonteroso di organizzare un percorso in cui tutte le persone che vivono la precarietà sappiano riconoscersi, giunta comunale targata PD e prefettura hanno esercitato la forza cieca di chi sa di non avere soluzioni. Nonostante la violenza del potere cittadino, la comunità solidale creatasi, si è mostrata unita e capace di rispondere politicamente, nelle assemblee e negli aiuti concreti di tante persone vicine agli occupanti. Una manifestazione di ottocento persone ha attraversato la città a pochi giorni dall'attacco subito, nonostante il clima da guerra presente in città, segno della sclerotizzazione istituzionale. In merito agli aiuti di cui il Comune si è vantato, attualmente tre persone sono senza una casa, nonostante le versioni lette sulla stampa locale, e le famiglie non hanno nessuna garanzia sul loro futuro.Continuano le nostre attività, consci del bacino di solidarietà che ci rafforza per andare a batterci al grido di "Casa, reddito e dignità!". Invitiamo a tenersi aggiornati sulle prossime iniziative.Guernica

Pubblicato da Spazio Guernica su Sabato 11 giugno 2016