Non hanno atteso nemmeno l’alba. Come ladri qualunque sono arrivati nella notte, in forze però, ben protetti da leggi e scudi e manganelli, gli stessi che proteggono sempre banche, politici e padroni, quelli che ti sbattono fuori casa o ti manganellano quando perdi il lavoro. Questa mattina no, questa mattina si sono presentati con qualche blindato, hanno bloccato quasi interamente via Malmusi per sgomberare l’ex Cinema Olympia, luogo storico della città e riaperto dopo 15 anni di abbandono.
Si sono intrufolati alle cinque svegliando i compagni e le compagne che lo presidiavano. Impossibile resistere. Quasi immediatamente sono entrati in azione i muratori che hanno cominciato la muratura degli ingressi e già si è potuto assistere al primo cortocircuito istituzionale, con la funzionaria del tribunale preoccupata che l’intervento dei muratori non rovinasse nulla di un edificio vincolato dal 2008 dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Dubbia dunque anche la “legalità” dell’operazione di muratura dato il vincolo, ma si sa, la legalità è un concetto a senso unico nell’Italia di oggi, come la distruzione del sito archeologico di Chiomonte in Val Susa, come a Meledugno con gli ulivi sradicati in nome delle multinazionali del gasdotto, o come in Sicilia con un Muos costruito nonostante i tribunali, e come accade quotidianamente in un’Italia dove, a parte per le lobby e per le mafie, l’unica possibilità è quelle di emigrare.
Impossibile resistere allo sgombero di questa mattina, ma se quest’oggi hanno avuto gioco facile militarmente non altrettanto accadrà politicamente. L’occupazione dell’ex Cinema Olympia, anche se durata solo tre settimane, ha avuto un respiro profondo che ha penetrato il guscio stantio della politica cittadina. Le domande sulla crescente cementificazione, sul riutilizzo degli spazi abbandonati, sulla cosiddetta “rigenerazione urbana” sono ancora tutte lì sul tavolo, con risposte ancora più inadeguate come dimostrato dall’occupazione di quel gioiellino del Cinema Olympia di cui Modena si era riscoperta affezionata. Mai sottovalutare la memoria e le memorie, quelle non si sgomberano. Il primo passo, già oggi, sarà quello di un presidio in Consiglio comunale, dopodiché seguiranno aggiornamenti.

A sarà düra!
anche a Modena.